Ansa
la decisione
Per il tribunale di Colonia l'Afd non si può (ancora) definire di estrema destra
Secondo i giudici tedeschi non è possibile al momento individuare una tendenza anticostituzionale del partito. In ogni caso, per l'esito definitivo bisognerà aspettare i verdetti sul procedimento principale, quello non d’urgenza, che è più sostanziale e approfondito
Berlino. L’intelligence interna tedesca BfV non potrà per ora classificare e trattare l’Alternative für Deutschland (AfD) come “comprovata organizzazione di estrema destra”. È la decisione del tribunale amministrativo di Colonia sul ricorso d’urgenza del partito contro la classificazione del BfV del maggio 2025. Il BfV, in verità, aveva già sospeso la classificazione non appena era stato presentato il ricorso, ritornando a catalogare l’AfD come “sospetta organizzazione di estrema destra”. Per l’esito definitivo sulla classificazione bisognerà invece aspettare i verdetti sul procedimento principale, quello non d’urgenza, che è più sostanziale e approfondito.
La decisione di Colonia “conferma il sospetto che il partito sia comprovato di estrema destra, ma afferma tuttavia che, a seguito dell’esame necessariamente limitato a un procedimento d’urgenza, al momento non c’è la certezza”, spiega Christian Pestalozza, professore emerito di Diritto pubblico e amministrativo alla Freie Universität di Berlino. Contemporaneamente, lo stesso BfV potrà “presentare ricorso al Tribunale amministrativo superiore di Münster”. L’AfD ha quindi “vinto una piccola battaglia, ma non ha affatto vinto la guerra”, sintetizza Pestalozza. Per il verdetto principale ci sono addirittura fino a quattro livelli: una prima sentenza sempre a Colonia, seguita da possibili ricorsi delle parti di nuovo a Münster, poi al tribunale amministrativo federale di Lipsia e infine alla Corte costituzionale federale di Karlsruhe. La co-leader di AfD Alice Weidel ha ugualmente già esultato per un “grande successo”. Il tribunale di Colonia ha effettivamente scritto che non è possibile individuare una tendenza fondamentale anticostituzionale dell’AfD “nel suo quadro generale”, ma ha anche detto che all’interno del partito esistono dirette “aspirazioni contrarie all’ordinamento democratico liberale”. “Per il tribunale amministrativo si tratta quindi ancora di un numero considerevole di casi singoli, che di per sé non giustificano ancora una classificazione completa” di estrema destra, spiega anche il professore di Diritto pubblico Alexander Thiele, della Business & Law School di Berlino: “Il tribunale si è comunque impegnato a fondo per non dare false speranze né all’una né all’altra parte”. Se, da un lato, il rapporto del BfV presentato nel maggio 2025 sull’AfD “non è (ancora) sufficiente” per giungere alla classificazione, dall’altro “occorre anche tenere conto dell’evoluzione dinamica della situazione. Molto è successo dal rapporto dei servizi interni e la radicalizzazione dell’AfD è aumentata”, continua Thiele. Un elemento cruciale sarà quindi cosa potrà ancora dimostrare il BfV. “Se l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione non presenterà ulteriori prove (cosa che ritengo molto improbabile), ci sono buone ragioni per ritenere che anche il procedimento principale si concluderà a favore dell’AfD. Ma il procedimento è ancora lungo e questa prima decisione può essere anche interpretata come un invito al BfV a presentare materiale aggiuntivo”, dice Thiele. Anche il prof. Pestalozza vede un meccanismo simile: “Il fatto che la decisione d’urgenza sembri accogliere una controversia nel merito potrebbe indicare che la decisione nella causa principale andrà nella stessa direzione”, ma, ciononostante, potrebbe arrivare una decisione opposta, “sia sulla base di un esame approfondito, sia perché vengono a conoscenza nuovi fatti”.
Questo primo verdetto permetterà intanto all’AfD di affrontare con un nuovo slancio le importantissime elezioni del 2026 negli stati federali del Baden-Württemberg, Renania-Palatinato, Sassonia-Anhalt, Mecklenburg-Vorpommern e Berlino. Ma proprio la lunghezza dei procedimenti in corso e la possibilità che il BfV cerchi e trovi ulteriori prove potrebbero costringere l’AfD a dover contenere le sue spinte e personalità più estremiste, con potenziali ripercussioni interne al partito. Non è un caso se Björn Höcke, leader della corrente di estrema destra dentro all’AfD, abbia commentato il verdetto di Colonia con molto meno entusiasmo rispetto ad altri, scrivendo: “In alcuni punti, la decisione sembra piuttosto una lista di compiti assegnati al BfV affinché la prossima volta si passi dal sospetto alla certezza”.