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Editoriali
La sparatoria nel mare cubano
Secondo L'Avana, lo scontro avrebbe provocato la morte di quattro americani, ma per il procuratore generale della Florida, James Uthmeier, sono informazioni “completamente inattendibili”. E intende esercitare la massima pressione istituzionale per garantire che le autorità identificate vengano assicurate alla giustizia
Il governo cubano denuncia un attacco terrorista, il procuratore generale della Florida, James Uthmeier, risponde che si tratta di informazioni “completamente inattendibili”. Secondo queste informazioni, appunto, almeno quattro persone sono morte e sei sono rimaste ferite quando un motoscafo registrato in Florida, mercoledì mattina, è stato intercettato dalla Guardia di frontiera cubana a un miglio nautico da Cayo Falcones, provincia di Villa Clara. La motovedetta, con cinque membri di equipaggio, si sarebbe avvicinata al motoscafo per identificarlo. Gli occupanti avrebbero allora aperto il fuoco, provocando una risposta immediata. A seguito dello scontro, il comandante dell’imbarcazione cubana sarebbe rimasto ferito.
Nella sparatoria, quattro membri dell’equipaggio del motoscafo sono morti e altri sei sono rimasti feriti; tutti i feriti sono stati evacuati e hanno ricevuto assistenza medica. Le autorità non hanno reso note le identità o i possibili moventi delle persone coinvolte nell’incidente del motoscafo, identificato dal numero di targa FL7726SH. Il governo dell’Avana ha ribadito il suo impegno a proteggere le acque territoriali, sottolineando che la difesa nazionale è un pilastro essenziale per la stabilità regionale – evidentemente con metodi altrettanto muscolari rispetto alla guerra di Donald Trump ai narcos. Il segretario di stato americano, Marco Rubio, assicura che gli Stati Uniti agiranno “di conseguenza”, mentre alti funzionari chiedono spiegazioni all’Avana. Per il momento Washington dice di disporre soltanto delle informazioni che ha dato il governo cubano. Ma non ci crede. Uthmeier dice anzi che intende esercitare la massima pressione istituzionale per garantire che le autorità identificate come responsabili della morte di cittadini statunitensi vengano assicurate alla giustizia, e Rubio sottolinea che “negli Stati Uniti, generalmente non prendiamo decisioni basate su ciò che dicono le autorità cubane”.
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