Ansa
la decisione
La direttrice del Louvre si è dimessa: "Siamo stati travolti da una tempesta mediatica"
Dopo il furto dei gioielli della Corona di Francia e gli scioperi a ripetizione del personale, Laurence des Cars ha lasciato la direzione del museo parigino. Macron: "Il più grande museo del mondo ha bisogno di serenità e di un nuovo forte impulso". Già si fa il nome di un possibile sostituto
Parigi. Nelle ultime settimane la pressione era diventata insostenibile. A quattro mesi dal rocambolesco furto dei gioielli della Corona di Francia, la direttrice del Louvre, Laurence des Cars, ha rassegnato oggi le sue dimissioni al presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, che le ha accettate “salutando un atto di responsabilità in un momento in cui il più grande museo del mondo ha bisogno di serenità e di un nuovo e forte impulso per portare avanti i grandi cantieri di messa in sicurezza, modernizzazione e il progetto “Louvre - Nuova Rinascimento”, si legge nel comunicato dell’Eliseo. Macron “l’ha ringraziata per il suo operato e il suo impegno negli ultimi anni e, basandosi sulla sua indiscutibile competenza scientifica, ha voluto affidarle un incarico nell’ambito della presidenza francese del G7 sulla cooperazione tra i grandi musei dei paesi coinvolti”, prosegue il comunicato. Le dimissioni di Laurence des Cars arrivano alla vigilia della sua audizione davanti alla commissione d’inchiesta sulla sicurezza dei musei. La storica dell’arte era alla guida del Louvre dal settembre 2021, dopo aver diretto due altri musei di rilievo della capitale francese, il Musée d’Orsay e il Musée de l’Orangerie. “Dal furto del 19 ottobre 2025, siamo stati travolti da una tempesta mediatica e politica senza precedenti. Non sono un’esponente politica, sono una direttrice di museo. Nelle ore successive al furto, ho rassegnato le dimissioni, che sono state immediatamente respinte. Il ministro della Cultura (Rachida Dati, ndr) mi ha chiesto di resistere nella tempesta, cosa che ho fatto. Ho attraversato questo periodo mantenendo, credo, il sangue freddo. Sono serena e orgogliosa del lavoro svolto. Ma tenere il timone non basta. Bisogna anche essere in grado di andare avanti. E le condizioni per andare avanti non ci sono più”, ha detto Laurence des Cars in un’intervista al Figaro uscita subito dopo l’ufficializzazione delle sue dimissioni. L’ormai ex direttrice del Louvre parla di una “scelta personale”, ricordando che i problemi di sicurezza e vetustà del museo parigino emersi nell’ultimo anno erano stati segnalati fin dal suo insediamento. “Il furto del 19 ottobre ha messo crudelmente in luce ciò che ho segnalato sin dal mio arrivo: la vetustà dell’edificio, l’obsolescenza degli impianti tecnici e gli enormi problemi di congestione, solo per citarne alcuni”, ha sottolineato Laurences des Cars.
Dal 15 dicembre, il Louvre è tormentato dagli scioperi a ripetizione del personale, che protestano contro il sovraffollamento cronico, le carenze di organico e una manutenzione strutturale che fa acqua da tutte le parti. “Ma ciò che mi spinge ad andarmene non è lo sciopero, bensì l’impossibilità di trasformare il Louvre nell’attuale contesto istituzionale”, ha affermato l’ormai ex direttrice del museo con una vena polemica, sostenendo di “aver rimesso in moto il Louvre e aver fatto una diagnosi senza compiacimenti, anche a costo di far digrignare i denti. Questa lucidità a volte è stata dolorosa, ma era indispensabile per mettere il Louvre sulla strada della trasformazione. Forse oggi ne sto pagando il prezzo. Senza rimpianti”. Di certo per il museo parigino è stato un annus horribilis. Dal clamoroso furto del 19 ottobre messo a segno da quattro individui travestiti da operai – gli otto gioielli della Corona trafugati, per un valore di 88 milioni di euro, non sono ancora stati ritrovati – alle infiltrazioni d’acqua verificatasi il 26 novembre che hanno danneggiato diverse centinaia di opere della biblioteca del dipartimento delle Antichità egizie, fino alla maxi truffa sui biglietti di accesso al museo.
Due settimane fa, un’operazione di polizia ha portato infatti allo smantellamento di una vasta rete di frode sui biglietti d’ingresso, con un danno stimato in oltre 10 milioni di euro nell’arco di circa dieci anni. L’indagine, avviata dopo una segnalazione dello stesso museo nel dicembre 2024, ha condotto all’arresto di nove persone, tra cui due dipendenti e alcune guide turistiche. Secondo gli inquirenti, i sospettati avrebbero riutilizzato più volte gli stessi biglietti per gruppi diversi di visitatori, accumulando ingenti profitti poi reinvestiti anche in immobili. Nella notte fra il 12 e il 13 febbraio un’altra perdita d’acqua ha danneggiato il soffitto affrescato di una delle sale dell’ala Denon del museo parigino. Si tratta dell’ala del palazzo che si affaccia sulla Senna e ospita fra le altre cose capolavori della pittura italiana, tra cui la Gioconda di Leonardo Da Vinci. L’affresco danneggiato, intitolato “Il trionfo della pittura francese”, era stato realizzato da Charles Meynier nel 1819 e si trova nella celebre sala 707 chiamata “Duchâtel”, che ospita quadri dei pittori rinascimentali italiani Beato Angelico e Bernardino Luini. La scorsa settimana, un articolo del sito confidenziale La Lettre ha rivelato che il favorito di Macron per sostituire Laurence des Cars è Herve Lemoine, attuale presidente delle Manufactures nationales.