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L'arresto di Peter Mandelson, dopo il caso Epstein

Redazione

La Metropolitan Police ha portato in commissariato il politico inglese perché da ministro avrebbe passato informazioni a Jeffrey Epstein. Ora è stato costretto a dimettersi dalla camera dei Lord, e intanto si riflette su come togliergli anche il titolo

  

Peter Mandelson è legato a tre primi ministri britannici – Tony Blair, Gordon Brown e Keir Starmer – e oggi pomeriggio è stato arrestato per presunti reati compiuti mentre aveva una carica pubblica: da ministro, passava informazioni a Jeffrey Epstein. Alle 4,15 ora di Londra la Metropolitan Police è entrata nella sua magione di Regent’s Park da 7,6 milioni di sterline, dopo che anche la sua proprietà in Wiltshire era stata perquisita, e l’ha portato in commissariato, pochi giorni dopo che la stessa sorte, per abuso d’ufficio, era toccata all’ex principe Andrew. Mandelson ha una lunga esperienza di scandali e accuse di corruzione nel corso della sua lunga e controversa carriera e ogni volta ha saputo risorgere dalle sue ceneri grazie a una sapienza politica che non ha saputo applicare alle questioni etiche.

  

Da inizio marzo il governo pubblicherà la prima serie di documenti sulla nomina di Mandelson come ambasciatore a Washington e sul suo periodo nella capitale americana, riservandosi di cancellare qualche dettaglio rilevante e lasciando prima il tempo alla polizia di portare avanti le indagini. Che riguardano anche il passato, visto che dai files Epstein emerge che Mandelson avrebbe passato informazioni al finanziere pedofilo ai tempi della crisi finanziaria del 2008, quando era ministro delle imprese nel governo di Gordon Brown. Mandare Mandelson in America nonostante i suoi precedenti più che discutibili tra Londra e Bruxelles, dove è stato commissario e dove viene ricordato con pochissimo affetto e qualche risata, è stato un azzardo che Keir Starmer sta pagando caro: ha perso il suo capo di gabinetto Morgan McSweeney, l’unico in grado di dare una direzione alla sua premiership traballante. Nella gran tempesta in corso a Londra, Mandelson è stato costretto a dimettersi dalla camera dei Lord, e ora si riflette su come togliergli anche il titolo.

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