decapitare il re
La furia dei tabloid inglesi contro Andrew
Dopo undici ore di interrogatorio, il caso del principe travolge stampa e royal watchers. Il motto “never complain, never explain” sembra arrivato al capolinea
“Adesso sta sudando”, titola il Sun, e il volto lucido e spiritato di Andrew Mountbatten-Windsor, dopo undici ore di interrogatorio, basterebbe da solo a smentire quella curiosa affermazione, fatta in mondovisione nel 2019, secondo cui, per via di una rara malattia, egli non suda mai e non poteva quindi aver sudato, ballando, con Virginia Giuffre minorenne. Ma si sa che il titolista del Sun è il giornalista più pagato del Regno Unito, o così almeno narra la leggenda, e il suo stipendio se lo deve appunto sudare. Sorprende di più, tutto considerato, l’accanimento con cui la stampa popolare e conservatrice sta enfatizzando la faccenda, con stuoli di commentatori pronti a denunciare l’imminente fine della monarchia, mentre i progressisti prendono tempo e si mostrano almeno per ora soddisfatti del fatto che la giustizia sta facendo il suo corso senza favoritismi. E che i tempi di “never complain, never explain”, “mai lamentarsi, mai dare spiegazioni”, motto molto reale e molto comodo durante i decenni opachi ora in esame, siano giunti alla fine.
Dalla politica britannica non sono arrivati commenti di spicco, l’ordine di scuderia è lasciare che la giustizia faccia il suo corso e aspettare che ci sia qualcosa di più concreto. Per dire, pure Nigel Farage qualche settimana fa aveva suggerito ad Andrew di presentarsi a testimoniare negli Stati Uniti, a riprova che nel paese in affanno economico la vicenda dell’ex principe e delle élite al di sopra di tutto non sia solo una faccenda minore di zelo woke. Intanto sta zitto, stanno zitti tutti, tranne Trump che in trumpese ha detto che “è una cosa molto triste, molto brutta per la famiglia reale”, e ha alluso al fatto che Re Carlo andrà negli Stati Uniti “molto presto”.
Gli esperti e i royal watchers si chiedono se sia il caso di togliere Andrew dalla linea di successione al trono – è ottavo, innocuo ma simbolicamente stridente – mentre il Daily Mail è a caccia di notizie su Eugenie a Gstaad con i figli a mangiare la fonduta e Sarah Ferguson forse nascosta negli Emirati, depressa ma decisa a tornare in pista. Di Beatrice non si sa nulla, a riprova che se non fosse finito in commissariato, Andrew avrebbe comunque passato il compleanno da solo con i suoi sette cani, nel cottage di Sandringham così piccolo che gli investigatori non ci hanno messo molto a passarlo al setaccio, mentre ora sono tutti concentrati sulla ex casa della vita, Royal Lodge. Re Carlo non si farà carico delle spese legali del fratello, che avrebbe assunto come avvocato tale Gary Bloxsome, detto Gary Buone Notizie. L’unica ventata di sostegno è giunta dai fratelli Maxwell, che sul loro account su X hanno scritto che Andrew Mountbatten-Windsor “ha diritto alla presunzione di innocenza e a un giusto processo, cosa che nostra sorella Ghislaine non ha mai avuto. Abbiamo bisogno di trasparenza, prove, e delle stesse regole per tutti, non di un processo mediatico e di opportunismo politico”. Sacrosanto, l’appello alla presunzione di innocenza e alla trasparenza, anche per capire come mai Andrew abbia pagato 12 milioni di sterline a Giuffre, una donna che dichiara di non aver mai incontrato.
La decisione sui dazi