E la chiamano libertà
Washington lancia un portale per raccogliere i contenuti vietati in Europa: hate speech e propaganda
Se Freedom.gov vedrà la luce, non sarà solo un sito ma una dichiarazione di guerra culturale all’Europa. La libertà evocata in maiuscolo, intanto, resta una promessa in costruzione
Edward Coristine, classe 2005, nickname “Big Balls”, nonno colonnello del Kgb giustiziato dai sovietici perché lavorava per gli americani, è un programmatore di Neuralink, società di Elon Musk, che poi è stato portato dal suo capo al Doge, il finto ministero per l’Efficienza che ha massacrato l’amministrazione pubblica americana e ora non si sa bene che altri danni stia facendo. Ieri Coristine ha postato su X: “Freedom is coming” (tutto in maiuscolo), linkando il sito freedom.gov, ancora in costruzione, e confermando così uno scoop della Reuters: il dipartimento di stato americano sta costruendo un portale online in cui tutti potranno vedere i contenuti online vietati dai governi europei – quindi incitamento all’odio, propaganda terroristica, antisemitismo, fake news, complottismi vari. “E’ una mossa – scrive la Reuters – che Washington vede come un modo per contrastare la censura”, la censura europea, l’ossessione di questa Amministrazione che leva le licenze alle emittenti televisive perché i comici parlano male di Donald Trump, ma crea un portale in cui, volendo impratichirsi con l’hate speech, si troverà molto materiale. Secondo una fonte, si vuole includere in freedom.gov anche una funzione per la Vpn, in modo che gli europei che vi accederanno appariranno come americani e non potranno essere tracciati: non sia mai che la polizia del pensiero europea li vada a prendere.
Il progetto è diretto dalla solita Sarah Rogers, la sottosegretaria del dipartimento di stato che si è intestata la battaglia per la libertà d’espressione contro le violazioni europee – violazioni che stanno condannando il nostro continente al declino e all’autodistruzione – e che la vuole combattere assieme ai partiti e ai centri studi di estrema destra e liberticidi. L’annuncio avrebbe dovuto coronare la missione trumpiana alla Conferenza di Monaco, ma è stato rimandato: il dipartimento di stato ha smentito che il ritardo sia dovuto al fatto che gli avvocati del ministero abbiano detto: non ci sembra una buona idea.