Modi accoglie Macron nella "terza via" indiana. Tra Rafale e intelligenza artificiale

Priscilla Ruggiero

Il presidente francese è arrivato a Mumbai dopo il "turning point" delle relazioni tra Ue e India, poi si è spostato nella capitale per partecipare al  primo vertice sull’AI nel Sud globale. Così Nuova Delhi punta tutto sulla democratizzazione della tecnologia

La “notevole accelerazione” dei legami con l’India è la conseguenza del “cambiamento dell’ordine internazionale”, ha detto il presidente francese Emmanuel Macron dopo aver incontrato il primo ministro Narendra Modi a Mumbai, in una visita di tre giorni nello stato indiano su tecnologia e difesa: entrambi i paesi non vogliono “essere sottoposti ad alcuna forma di egemonia” o al “conflitto di pochi”. L’accoglienza indiana martedì per le strade della capitale economica è stata caratterizzata da  grandi manifesti del presidente francese, Modi   ha definito  il rapporto fra Nuova Delhi e Parigi “una partnership per la stabilità globale”  senza confini che può “raggiungere le profondità degli oceani fino alle montagne più alte”.  Prima di Macron aveva ricevuto a inizio gennaio un’accoglienza simile  nello stato natale di Modi, il Gujarat,  anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz, anticipando l’accordo di libero scambio tra India e Unione europea: in quell’occasione Merz parlò della distanza  sempre più incolmabile tra Bruxelles e Washington ed è in questa diversificazione da Stati Uniti e Cina e “turning point” nelle relazioni tra Ue e Nuova Delhi che Macron è arrivato in India. Pochi giorni prima del suo arrivo, il governo indiano aveva anticipato l’accordo descritto dagli analisti francesi come il “contratto del secolo” per la vendita di 114 caccia Rafale per un valore di 33 miliardi di euro, che si  aggiungerebbero ai 62 Rafale che l’India ha già acquistato. Secondo il ministero della Difesa indiano, la maggior parte degli aerei (fino a 90) “sarà prodotta in India” diventando   il più grande contratto nella storia di Dassault Aviation. Macron e il primo ministro indiano Narendra Modi hanno anche  inaugurato a Bangalore, nel sud del paese, una nuova linea di assemblaggio di elicotteri Airbus H125  e il gruppo francese Safran e l’azienda statale indiana Bharat Electronics hanno  firmato un accordo per la produzione congiunta di bombe guidate AASM Hammer in India. 

Ma oltre alla difesa e al commercio – e dopo l’incontro di Macron con le star di Bollywood – il terzo asse della partnership strategica con Nuova Delhi è la tecnologia: Modi ha inaugurato il 2026 come “l’anno dell’innovazione tra Francia e India” e ieri il presidente francese si è spostato nella capitale, dove lunedì si è aperto al Bharat Mandapam  il Global AI Impact Summit 2026, il primo vertice   sull’AI  nel Sud globale.  Negli ultimi mesi il governo indiano ha puntato molto su questo vertice   per attrarre maggiori investimenti nell’intelligenza artificiale – sono presenti nella capitale i dirigenti dei principali laboratori di intelligenza artificiale e delle big tech come OpenAI, Anthropic, Nvidia, Microsoft, Google e Cloudflare – e per introdurre il tema della “democratizzazione” della tecnologia.

L’anno scorso l’India si è spostata  al terzo posto nella classifica mondiale annuale sulla competitività dell’intelligenza artificiale  superando Corea del sud e Giappone, e nonostante i suoi investimenti non siano ancora all’altezza per poter competere con Stati Uniti e Cina, sta cercando di ritagliarsi il ruolo della “terza via” sull’intelligenza artificiale che potrebbe essere sviluppata da una coalizione di volenterosi di potenze medie, ricalcando il discorso del primo ministro canadese Mark Carney al World Economic Forum di Davos. Il manifesto del summit è una foto di Narendra Modi e lo slogan: “Per l’India, l’intelligenza artificiale è sinonimo di tutto incluso” e anche   secondo la bozza delle conclusioni del vertice – che si chiuderà domani – visionata in anticipo da Politico l’intelligenza artificiale dovrebbe essere disponibile e accessibile a tutti i paesi del mondo. Secondo le conclusioni l’India “sta spingendo per ‘democratizzare’ le risorse alla base della tecnologia, un segnale che vuole confrontarsi con i colossi statunitensi che attualmente dominano il settore: è probabile che il testo incontri l’opposizione di Stati Uniti e Cina”, scrive Politico.  Ieri  al vertice il presidente francese ha detto che “l’India non si limita a partecipare all’innovazione globale, ma la guida”.  “Credo davvero che abbiamo la stessa ossessione sia in India che in Francia. Non vogliamo dipendere da un modello totalmente statunitense o totalmente cinese. Siamo indietro sia rispetto agli Stati Uniti sia alla Cina, ma siamo nella corsa all’intelligenza artificiale”. 

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