Il tuo successo è il nostro successo, dice Rubio a Orbán
Il segretario di stato americano rafforza il legame con il premier ungherese: accordo sul nucleare civile e sponda trumpiana. Orbán rincorre nei sondaggi il rivale Péter Magyar prima del voto del 12 aprile. E vorrebbe Vance al Cpac, che si terrà a marzo a Budapest
Dopo il suo discorso alla Conferenza per la sicurezza di Monaco, dopo la tappa in Slovacchia in visita al premier Robert Fico, il segretario di stato americano, Marco Rubio, ieri è arrivato a Budapest. “Sarò molto schietto – ha detto durante la conferenza stampa con il premier ungherese Viktor Orbán – Il primo ministro e il mio presidente (Donald Trump) hanno un rapporto personale e di lavoro molto molto stretto, e penso che questo sia un beneficio per entrambi i nostri paesi”, l’Ungheria e gli Stati Uniti. “Questa connessione personale che tu hai stabilito con il presidente – ha continuato Rubio rivolgendosi direttamente a Orbán – ha fatto una grandissima differenza nella costruzione della nostra relazione. Il presidente Trump è molto impegnato a garantire il tuo successo perché il tuo successo è anche il nostro”. Il segretario di stato ha anche siglato con il governo ungherese un accordo di cooperazione per il nucleare civile che potrebbe includere l’acquisto di piccoli reattori oltre che carburante nucleare e sistemi di stoccaggio forniti dagli Stati Uniti.
Il 12 aprile si vota in Ungheria e i sondaggi indicano che per Orbán, che è al potere dal 2010, la riconferma è molto difficile. Anzi, a dire il vero sembra impossibile che il premier possa recuperare il distacco odierno dal suo rivale, il leader di Tisza, Péter Magyar, ma il premier ha intenzione di utilizzare tutti gli strumenti possibili, e anni di vicinanza con la Russia e la Cina gliene hanno forniti parecchi. Orbán, che è il principale alleato di Vladimir Putin in Europa e il più ostile all’Ucraina, vuole però sfruttare soprattutto i trumpiani, con i quali ha tessuto relazioni molto solide. E non vuole accontentarsi di Rubio, vorrebbe che Trump, o almeno il suo vice, J. D. Vance, andasse alla conferenza dei conservatori, il Cpac, che si tiene a marzo a Budapest – che è anche la città che, nell’ottobre scorso, era stata designata come il luogo di un incontro tra Putin e Trump, mai avvenuto.