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Chi partecipa e chi no al Board of Peace di Donald Trump
Nella nuova organizzazione internazionale fondata e presieduta dal presidente americano ci saranno, tra gli altri, Israele, Arabia Saudita ed Egitto. Francia, Germania e Spagna hanno rifiutato l'invito. L'Italia sarà uno stato osservatore, come la Commissione europea
C'è chi, come l'Ucraina, ha respinto l'invito dientrare nel Board of Peace, e chi invece, come Israele, è tra i membri fondatori. Chi ancora ci sta pensando, India e Cina, e chi ha espresso un netto rifiuto sin dall'inizio e addirittura chi non è stato neanche invitato. La data da cerchiare in rosso è il 19 febbraio, giorno in cui a Washington si terrà la prima riunione dell'organizzazione internazionale.
Il 15 gennaio sul social Truth, Donald Trump ha proclamato la formazione del Consiglio di Pace per Gaza, uno degli organismi chiave della fase due del suo piano in venti punti per la fine del conflitto nella Striscia. Nel Board presieduto dal presidente americano si entra solo su invito e ogni stato membro resta in carica per un periodo non superiore a tre anni, a meno che non si versi un importo superiore a 1 miliardo di dollari "entro il primo anno dall'entrata in vigore della Carta". Se alcuni paesi hanno aderito immediatamente, come l'Argentina di Javier Milei e l'Egitto di Abdel Fattah al-Sisi, altri hanno subito rifiutato, tra questi troviamo Francia, Regno Unito, Spagna, Svezia e Slovenia. E poi c'è il caso del Canada, unico paese a cui l'invito è stato prima proposto e poi ritirato.
L'Italia ha deciso di partecipare al Board non da membro effettivo, ma in qualità di stato osservatore, come ha spiegato alla Camera il ministro degli Esteri Antonio Tajani: "L'assenza dell'Italia a un tavolo in cui si discute di pace nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contrario alla lettera e allo spirito dello stesso art. 11 della nostra Costituzione". Nella stessa veste di Roma parteciperanno anche Grecia, Ungheria, Bulgaria, Romani e Cipro. Invece la Commissione europea ha deciso di inviare alla prima riunione del Board la commissaria europea per il Mediterraneo Dubravka Suica, ribadendo che non intende diventare "membro" del Board.
Come detto prima, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky fin dall'inizio aveva dichiarato di non poter "immaginare come noi e la Russia potremmo essere insieme in qualsiasi tipo di consiglio". Dal canto suo Mosca, come anche Pechino e Nuova Delhi, non ha ancora dato una risposta formale al presidente americano sulla propria partecipazione.
Per il momento quindi faranno parte del Board, oltre agli Stati Uniti, anche Marocco - unico stato africano insieme all'Egitto - Arabia Saudita, Emirati arabi uniti, Turchia, Indonesia, Israele, Giordania, Bielorussia, Vietnam, Cambogia, Albania, Mongolia, Azerbaijan, Kosovo, Armenia, Qatar, Kuwait, Pakistan, El Salvador, Bahrein, Uzbekistan, Kazakhstan e Kosovo.