Ansa
Caccia moribondi
Macron crede ancora nel progetto Fcas, ma è l'unico. Problemi e piani b
Il Future Combat Air System, progetto sviluppato da Francia, Germania e Spagna per un caccia multiruolo di sesta generazione, è praticamente morto. Gli scontri con il cancelliere tedesco Friedrich Merz sulla governance e le difficoltà di distribuzione del lavoro tra i colossi industriali coinvolti
Parigi. Venerdì, un parlamentare francese che si occupa di defense policy ha detto a Politico Europe che “il Fcas è morto, tutti lo sanno, ma nessuno vuole dirlo”. Il Fcas, che sta per Future Combat Air System, è il progetto sviluppato da Francia, Germania e Spagna per la costruzione entro il 2040 di un caccia multiruolo di sesta generazione, New generation fighter (Ngf), supportato da droni interconnessi all’interno di un cloud da combattimento. Lanciato nel 2017 dal presidente francese Emmanuel Macron e dall’allora cancelliera tedesca Angela Merkel con l’obiettivo di creare un campione europeo in grado di contrastare il predominio americano nel settore, il Fcas si è scontrato fin da subito con problemi di governance e distribuzione del lavoro tra i colossi industriali coinvolti: Dassault Aviation per la parte francese, e Airbus per la parte tedesca e spagnola. Le divergenze, negli ultimi mesi, sono diventate insanabili. Parigi, a luglio, ha fatto sapere a Berlino di voler controllare l’80 per cento del progetto, poiché il cuore dello Scaf, ossia lo sviluppo del caccia Ngf, spetta a Dassault Aviation, secondo i francesi. “Devono essere i ‘best athletes’ a dirigere”, ha dichiarato in estate il ceo di Dassault Éric Trappier. Da quelle dichiarazioni la situazione è precipitata. Il cancelliere tedesco, Friederich Merz, ha moltiplicato i messaggi ostili a uno squilibrio a favore di Parigi nello sviluppo del Fcas, supportato dagli industriali. “Da quasi un anno, l’azienda francese Dassault rivendica di fatto il controllo del progetto”, hanno denunciato lunedì su Handelsblatt il vicepresidente del sindacato dei metalmeccanici IG Metall, Jürgen Kerner, e la presidente della Federazione tedesca delle industrie aeronautiche, Marie-Christine von Hahn. Ciononostante, in un’intervista rilasciata a diversi quotidiani europei, Macron ha detto che “il Fcas non è morto”, che “è un buon progetto”, e che non ha “mai ricevuto alcuna comunicazione da parte tedesca che dicesse il contrario”.
“È l’unico a credere ancora al progetto, è completamente isolato”, dice al Foglio Jean-Dominique Merchet, giornalista dell’Express e tra i massimi esperti francesi nel campo della difesa. “Nessuno ha più intenzione di portare avanti questo progetto, che è nato male, nemmeno Dassault che, giustamente, vuole avere la leadership sullo sviluppo del caccia multiruolo di sesta generazione, in ragione della sua competenza nel settore degli aerei da combattimento”, aggiunge Merchet. Piuttosto che scontrarsi con Berlino, che non accetta di concedere la leadership a Parigi, “Dassault preferisce concentrarsi sull’aumento dei ritmi di produzione del Rafale per soddisfare la domanda e sviluppare la nuova versione del caccia, lo standard F5”, spiega Merchet. Da Berlino, ora, non escludono più l’ipotesi di aderire al progetto rivale per il caccia del futuro, il Gcap, sviluppato da Regno Unito, Italia (attraverso Leonardo) e Giappone. “Se per caso il partner tedesco mettesse in discussione l’aereo comune, saremmo costretti a mettere in discussione anche il carro armato comune”, ha minacciato Macron. “Ma il carro armato comune Mgcs (Main Ground Combat System) è un progetto ancora più moribondo del caccia multiruolo”, dice al Foglio Merchet, prima di aggiungere: “Forte del successo commerciale del carro armato Leopard 2, circa 3.600 esemplari prodotti per oltre 20 paesi, la Germania non ha bisogno della Francia. Le due industrie tedesche RheinMetall e Knds Deutschland stanno attualmente sviluppando il Leopard 3”. Nel 2017, assieme al Fcas e al Mgcs, Macron e Merkel avevano annunciato una nuova versione (Mk3) dell’elicottero da combattimento Tigre e un aereo da pattugliamento marittimo (Maws). Nove anni dopo, il bilancio è nefasto: Berlino ha abbandonato il Tigre Mk3, decisione che comporterà la chiusura della Scuola franco-tedesca di elicotteri a Le Luc, nel sud-est della Francia. E per l’aereo da pattugliamento marittimo, la Germania ha scelto l’americano Boeing P-8A Poseidon.
Xi Jinping's bid to rebrand Hong Kong