Gli Epstein files colpiscono anche l'ex ministro della Cultura francese Jack Lang
Il direttore dell’Institut du Monde Arabe si è dimesso dopo le rivelazioni su affari e legami finanziari con il finanziere pedofilo. La Procura apre un'inchiesta per riciclaggio e frode fiscale aggravata, è indagata anche sua figlia
Parigi. La tempesta degli Epstein files, dal nome del finanziere pedofilo americano suicidatosi in carcere nel 2019, ha travolto anche Jack Lang, ex ministro della Cultura di Mitterrand e figura emblematica del socialismo francese. Dopo una settimana di pressioni da parte dell’Eliseo e del mondo politico, Lang ha rassegnato le sue dimissioni da direttore dell’Institut du Monde Arabe, incarico che ricopriva da tredici anni, ribadendo tuttavia di non essere mai stato a conoscenza dei crimini sessuali di Epstein. Il nome di Lang compare 673 volte nella seconda ondata di documenti pubblicati a fine gennaio dal dipartimento di Giustizia americano. Ma l’ex ministro della Cultura non aveva soltanto un rapporto di amicizia con Epstein (si conobbero nel 2012 grazie all’amico comune Woody Allen): aveva legami finanziari e affari condivisi, come rivelato da Mediapart. Secondo l’inchiesta del giornale online francese, la figlia di Jack Lang, Caroline, aveva creato con Epstein nel 2016 una società offshore domiciliata nelle Isole Vergini americane, chiamata Prytanée LLC e destinata all’acquisto e alla vendita di opere d’arte: l’ex ministro socialista figurava nello statuto della società, anche se le quote erano ripartite esclusivamente tra sua figlia ed Epstein. In un messaggio datato 6 marzo 2018 indirizzato a Epstein, il mecenate Étienne Binant scrive: “Ho chiesto un’integrazione di 200mila dollari sul conto Prytanée per poter effettuare un nuovo acquisto. Jack è ora pienamente coinvolto e mi consiglia specialisti di arte mediorientale e africana, ma non posso acquistare”. Lang ha inoltre riconosciuto di aver chiesto personalmente al finanziere americano un contributo di 57.897 dollari per un’associazione impegnata in un film sugli anni della presidenza Mitterrand. Da venerdì, l’ex ministro della Cultura, assieme alla figlia, è sotto inchiesta della Procura nazionale finanziaria per “riciclaggio di frode fiscale aggravata”. Come ha scritto il Figaro, è la caduta dell’“ultimo nababbo del mitterrandismo”.
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