Editoriali
La resistenza di Radio Farda
L’emittente in farsi non si arrende a Teheran (e a Trump). I volti delle vittime
Nonostante le continue minacce di Donald Trump alla sopravvivenza dei media americani Voice of America e Radio Free Europe/Radio Liberty, le loro emittenti in farsi, già minacciate tutti i giorni dal regime iraniano, non si sono mai arrese. A giugno dell’anno scorso, durante la Guerra dei dodici giorni, Radio Farda ha continuato a trasmettere nonostante oltre metà del suo personale fosse stata messa in congedo, Voa Farsi ha richiamato a lavorare il personale che era stato messo in congedo. Anche dopo le proteste iniziate lo scorso 8 gennaio per la svalutazione del rial e il blackout di internet la radio in farsi ha continuato dalla sua sede di Praga a informare e pubblicare le testimonianze che arrivavano dal paese durante la fase più brutale della repressione.
Negli scorsi giorni un numero maggiore di informazioni è riuscito a filtrare, anche se l’“allentamento” del blocco di internet sembra in realtà una nuova normalità collaudata dal regime: la rete continua a non funzionare, con un modello simile al “sistema di filtraggio cinese” ma con strumenti “su misura per l’infrastruttura iraniana”, scrive in un rapporto il quotidiano iraniano Shargh. Dopo le numerose stime di uccisioni del regime delle ultime settimane, ora l’agenzia di stampa Human Rights Activists News Agency (Hrana) ha confermato 6.563 morti, la maggior parte si sarebbero verifica nei primi giorni delle proteste, tra l’8 e il 9 gennaio, ma i casi ancora sotto inchiesta e in fase di accertamento sono oltre 11.000. I ricercatori dell’Agenzia stanno continuando a raccogliere e confrontare le denunce dei famigliari, i dati degli ospedali e i video pubblicati sui social media, ma il lavoro è complicato dalla censura che continua a silenziare il paese. Anche Radio Farda ha iniziato a raccogliere le storie e le fotografie per dare un volto alle vittime della Repubblica islamica: per ora sono un centinaio, ma il lavoro è lungo e il canale in farsi precisa che è appena iniziato.