Ansa
Emergenza casa
L'Ue ha un piano per la crisi abitativa che stravolge la way of life europea. Eccolo
Per risolvere la crisi abitativa è necessario investire rapidamente e in modo responsabile, mettendo al centro la persona. Bisogna costruire di più e rimettere in uso le case vuote. È il momento di avviare una vera collaborazione europea. Ci scrive il commissario europeo per l’Energia e le Politiche abitative Dan Jørgensen
Ogni giorno in tutta Europa milioni di persone rientrano a casa dopo il lavoro, la scuola o lo studio per trovare sicurezza, calore e stabilità. Ma per troppi aprire quella porta significa un ritorno a condizioni di incertezza o sovraffollamento, un ritorno a pareti umide o, addirittura, al nulla.
Nell’ultimo decennio i prezzi delle case sono aumentati di oltre il 60 per cento in tutta l’Europa, mentre gli affitti sono aumentati del 20 per cento circa. Il che comporta un costo umano: quasi il 17 per cento degli europei vive in abitazioni sovraffollate, quasi uno su dieci non può permettersi di riscaldare la propria casa adeguatamente. E circa un milione di persone sono del tutto senza una casa.
Non si tratta solo di un fallimento del mercato. Si tratta di un’emergenza sociale. Alcune famiglie sono costrette a scegliere tra l’affitto e il riscaldamento. I giovani sono esclusi dal mercato immobiliare ancor prima che inizi la loro vita adulta. I lavoratori essenziali per le nostre comunità – come insegnanti, infermieri, ufficiali di polizia – sono costretti a vivere lontano dai luoghi in cui prestano servizio. E troppo spesso le persone si ritrovano senza fissa dimora perché nessuno interviene tempestivamente. Non possiamo accettare che ciò accada in Europa. E non lo accetteremo. Per questo motivo, nel dicembre 2025, ho presentato il primo piano europeo per alloggi a prezzi accessibili, che esorta i governi, gli investitori, le imprese e le comunità ad agire ora, e ad agire insieme. La politica abitativa rimane principalmente competenza delle autorità nazionali e locali. Ma l’Europa non starà più ai margini. L’Unione europea sta assumendo un ruolo sempre più rilevante per potenza, portata e capacità di coordinamento.
In primo luogo, dobbiamo investire – e investire rapidamente. Abbiamo semplificato le norme in materia di aiuti di stato, in modo che gli investimenti pubblici in alloggi a prezzi accessibili possano essere effettuati ora, e non tra chi sa quanti anni. A livello europeo, abbiamo già mobilitato oltre 43 miliardi di euro e ulteriori finanziamenti seguiranno. Assieme alla Banca europea per gli investimenti e alle banche nazionali di promozione, stiamo lanciando una piattaforma di investimento paneuropea per sbloccare capitali pubblici e privati destinati ad abitazioni sostenibili e a prezzi accessibili e ad alloggi per studenti e senzatetto.
Ma gli investimenti devono essere al servizio delle persone, non della speculazione. L’Europa ha bisogno di investitori responsabili che costruiscano abitazioni di qualità a prezzi equi. Non ha bisogno di coloro che si limitano a trarre vantaggio dalla scarsità. Per questo motivo analizzeremo la speculazione sugli alloggi in tutta Europa e agiremo dove i mercati non funzionano. Promuoveremo modelli di investimento che antepongano le persone al guadagno a breve termine.
Allo stesso tempo, dobbiamo costruire di più e in modo più intelligente. L’Europa ha i lavoratori, i materiali e il know how. Ciò di cui abbiamo bisogno sono la rapidità e il coordinamento. Attraverso una strategia europea per l’edilizia abitativa contribuiremo a trasferire lavoratori qualificati e risorse là dove sono più necessari, ad armonizzare le norme, a ridurre la burocrazia e a potenziare soluzioni innovative di costruzione e ristrutturazione.
Ma il solo fatto di costruire non basterà a risolvere la crisi. Mentre troppe persone non dispongono di un’abitazione, troppe case esistenti restano vuote. Circa il 20 per cento del parco immobiliare europeo non è abitato. Tutto ciò è inaccettabile. Esortiamo le autorità nazionali e locali ad agire, con l’appoggio dell’Europa, per ristrutturare, riconvertire e rimettere in uso le case vuote. Inoltre, dobbiamo proteggere le comunità in difficoltà. Le persone non dovrebbero essere costrette ad abbandonare le loro città e quartieri. Per questo motivo regolamenteremo gli affitti a breve termine, fornendo alle autorità gli strumenti per agire laddove le difficoltà di trovare un alloggio sono maggiori, senza per questo vietare il turismo responsabile.
Dobbiamo mettere al primo posto le persone. Esortiamo gli stati membri a intensificare gli sforzi per contrastare l’emarginazione abitativa, e a dare priorità all’accesso agli alloggi da parte dei giovani e degli studenti. L’Europa sosterrà questi sforzi con finanziamenti e sostegno mirati, ma la leadership a tutti i livelli è essenziale. Questo piano funzionerà solo se si persegue l’unità e non la frammentazione, l’azione e non il ritardo. Per questo motivo stiamo creando un’alleanza europea per l’edilizia abitativa e stiamo organizzando per quest’anno un vertice europeo sugli alloggi. I leader di tutta Europa devono procedere non limitandosi a fare dichiarazioni, ma prendendo decisioni. La crisi abitativa in Europa non è irrisolvibile. E’ il risultato di scelte e può essere risolta mediante scelte. Si tratta di un’opportunità che non possiamo permetterci di perdere. Questo è il momento di avviare una vera collaborazione europea, capace di dare speranza ai giovani, sostenere le famiglie che lavorano e garantire una casa a tutti.
Dan Jørgensen, commissario europeo per l’Energia e le Politiche abitative