Ansa

L'inchiesta

La procura francese indaga sull'algoritmo di Grok ed entra negli uffici parigini di X

Mauro Zanon

Le autorità hanno specificato che l’indagine, al momento, avrebbe uno scopo “costruttivo”: l’obiettivo è assicurarsi che X rispetti le leggi francesi. Ma in alcuni ambienti parigini si sussurra che l’offensiva giudiziaria sia anche un modo per far passare indirettamente un messaggio al mondo Maga

Elon Musk nel mirino della Francia. Ieri mattina la sezione per la lotta contro la cybercriminalità della procura di Parigi ha perquisito gli uffici del social network di cui è proprietario, X, nella capitale francese. Il blitz, condotto assieme all’unità per i reati informatici della gendarmeria nazionale francese e ad Europol, rientra nell’ambito di un’indagine avviata nel gennaio 2025 dopo una segnalazione del deputato della maggioranza macronista Éric Bothorel e un’altra di un responsabile della cybersicurezza che lavora nell’amministrazione francese. In una lettera resa pubblica nel febbraio 2025, Bothorel aveva manifestato “la sua profonda preoccupazione per i recenti cambiamenti degli algoritmi della piattaforma, nonché per le evidenti interferenze nella sua gestione da quando è stata acquisita da Elon Musk” nel 2022. Anche il secondo aveva denunciato le modifiche all’algoritmo, che hanno portato a una sovrarappresentazione di “contenuti politici nauseabondi”. L’inchiesta si è allargata nel gennaio 2026 prendendo in considerazione altre denunce sul funzionamento di Grok, l’AI di X, “che ha portato alla diffusione di contenuti di negazione dell’Olocausto e deepfake a carattere sessuale”, scrive la procura nel suo comunicato.

 

“In quanto dipendenti della piattaforma X”, si legge, Musk e la direttrice del social dal 2023 al 2025 Linda Yaccarino sono stati convocati il prossimo 20 aprile a Parigi come testimoni. La procura ha specificato inoltre che l’indagine, al momento, avrebbe semplicemente uno scopo “costruttivo”: l’obiettivo è assicurarsi che X rispetti le leggi francesi. Ma in alcuni ambienti parigini si sussurra che l’offensiva giudiziaria sia anche un modo per far passare indirettamente un messaggio al mondo Maga, di cui Musk è stato protagonista prima della lite con Trump. La giustizia francese non è nuova alle azioni contro i giganti del digitale. Oltre a X, nel mirino c’è anche il fondatore dell’applicazione di messaggistica Telegram, Pavel Durov, arrestato in Francia nell’agosto 2024 con l’accusa di complicità in crimini a causa della moderazione insufficiente della piattaforma. Proprio Durov, ieri, è volato in soccorso di Musk, reagendo con queste parole alla perquisizione degli uffici parigini di X. “La Francia è l’unico paese al mondo che perseguita penalmente tutti i social network che offrono una certa libertà agli utenti (Telegram, X, Tik Tok…)”, ha scritto Durov su X, prima di aggiungere: “Non fatevi ingannare: questo non è un paese libero”.

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