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editoriali
Colpo di scena al processo Le Pen: spunta il dettaglio che potrebbe cambiare le prossime presidenziali francesi
La procura francese ha chiesto alla leader sovranista l’interdizione di cinque anni dai pubblici uffici, una pena detentiva di quattro anni e una multa di 100mila euro, ma senza l'applicazione immediata della pena anche in caso di ricorso. Se la Corte d'appello seguirà le richiesta, Le Pen potrebbe presentarsi all'Eliseo nel 2027
Nel quadro del processo d’appello per l’affaire degli assistenti al Parlamento europeo, ieri la procura ha chiesto ai danni di Marine Le Pen, leader del sovranismo francese e capogruppo dei deputati del Rassemblement national (Rn), l’interdizione di cinque anni dai pubblici uffici, una pena detentiva di quattro anni (di cui tre con la condizionale) e una multa di 100 mila euro, ma non “l’execution provisoire”, ossia l’applicazione immediata della pena anche in caso di ricorso. Ciò significa che se la Corte d’appello, nella sentenza prevista in estate, seguirà le richieste della procura, Le Pen potrebbe presentarsi all’Eliseo nel 2027. “Senza esecuzione provvisoria, il ricorso in Cassazione sospende l’applicazione della pena fino alla sentenza (della Corte di cassazione, ndr). Dunque Marine Le Pen potrebbe essere candidata alle presidenziali”, ha dichiarato ieri Patrick Maisonneuve, avvocato del Parlamento europeo, all’uscita dal tribunale. Durante la requisitoria, la procura ha sottolineato il ruolo svolto da Le Pen nell’affaire degli assistenti dell’ex Front national (oggi Rn). La giustizia contesta alla madrina del sovranismo francese e ad altri dieci dirigenti di aver pagato i dipendenti del partito, che all’epoca attraversava difficoltà finanziarie a causa dei cattivi risultati elettorali, con i soldi del Parlamento europeo tra il 2004 e il 2016.
Si tratta indubbiamente di un coup de théâtre, che nemmeno nell’entourage della leader sovranista si aspettavano. Il suo delfino e attuale presidente di Rn, Jordan Bardella, contava i giorni che lo separavano dalla sentenza della Corte d’appello, pronto a raccogliere il testimone come candidato di Rn. Ma l’assenza di “execution provisoire” nella richiesta della procura, potrebbe condannarlo nuovamente a essere il “piano B” e a restare tale. E’ un dettaglio, ma potrebbe cambiare la storia delle prossime presidenziali francesi.
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