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ancora antisemitismo

In Francia allarmi bomba e attacchi contro gli ebrei. Colpite scuole e sinagoghe

Giulio Meotti

Secondo un sondaggio su larga scala condotto dall’Ifop, l’86 per cento degli ebrei francesi afferma di temere di restare vittima di attacchi antisemiti in misura maggiore dal 7 ottobre. Intanto ecco l"aliyah interna", ovvero il movimento parallelo di ebrei in partenza per Israele

Roma. Un’ondata di minacce di attentati ha causato il caos nella regione dell’Île-de-France, portando all’evacuazione di sei siti sensibili in numerose aree fra Montrouge e Parigi, comprese scuole e luoghi di culto ebraici. Anche il supermercato Hyper Cacher di Porte de Vincennes, già segnato dall’attentato del 2015, è stato coinvolto. La prima segnalazione ha riguardato il liceo Jeanne-d’Arc di Montrouge nella Hauts-de-Seine. Il preside ha ricevuto un’email in cui si segnalava l’esplosione di una bomba nella scuola. Oltre settecento studenti sono stati immediatamente evacuati.

Anche una sinagoga è stata evacuata. Poi una minaccia di esplosione presso la scuola media e superiore Maurice Genevoix, che conta 1.440 studenti, nonché presso una scuola ebraica e un’altra sinagoga. Intanto è stata vandalizzata una scuola elementare ebraica a Parigi, la Lubavitch Beit Hanna, nel ventesimo arrondissement della città. Numerose finestre della scuola sono state distrutte, una telecamera a circuito chiuso è stata danneggiata e l’insegna dell’edificio vandalizzata.

Gli episodi antisemiti in Francia hanno raggiunto livelli senza precedenti: 1.570 nel 2024, 1.676 nel 2023, rispetto ai 436 del 2022. E i numeri del 2025, che stanno per essere resi noti, si preannunciano altissimi. Secondo un sondaggio su larga scala condotto dall’Ifop, l’86 per cento degli ebrei francesi afferma di temere di restare vittima di attacchi antisemiti in misura maggiore dal 7 ottobre. E molte storiche comunità ebraiche si stanno svuotando a seguito di una “aliyah interna”, che si riferisce al movimento parallelo di ebrei in partenza per Israele. Il Monde racconta Bondy: “Un tempo la comunità era una delle più grandi della Seine-Saint-Denis, fino a 600 famiglie che vivevano nei grattacieli e nelle case unifamiliari della città, con i suoi ristoranti, negozi… Questa passata magnificenza è solo un ricordo. Solo cinque persone, tra cui il rabbino Avraham Lahmi, si riuniscono ora per le preghiere quotidiane”. Sophie Nahum, regista di “Les Derniers”, documentario che dà voce agli ultimi sopravvissuti all’Olocausto ancora in vita, dice: “Questo è il messaggio per chi è indifferente: non pensate di essere al sicuro. Dietro noi ebrei ci sono donne, cristiani, giornalisti, vignettisti, omosessuali, iraniani e così via. Gli ebrei sono soltanto il canarino nella miniera di carbone”.

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  • Giulio Meotti
  • Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.