"Fase zero"

Gli sconfinamenti dalla Bielorussia verso l'Europa sono sempre più minacciosi

Paola Peduzzi

La mappa di monitoraggio dell'Isw mostra come i superamenti di confine con i palloni aerostatici siano aumentando verso Lituania e Polonia. Zelensky a Vilnius incontra per la prima volta, la leader dell’opposizione al regime bielorusso, Svjatlana Tikhanouskaja

Nella notte tra il 27 e il 28 gennaio e di nuovo nella notte tra il 28 e il 29 gennaio dei palloni aerostatici provenienti dalla Bielorussia sono entrati illegalmente nello spazio aereo della Lituania e della Polonia. E’ dall’ottobre del 2025 che questi palloni sconfinano: secondo l’Institute for the Study of War (Isw) alcuni erano pieni di prodotti di contrabbando, altri avevano soltanto “gli occhi”, cioè servivano per spiare. Questi palloni sono certamente più innocui dei droni che la Russia ha mandato nei cieli europei a più riprese alla fine della scorsa estate, ma secondo il centro studi che monitora tutti i movimenti sul campo dell’aggressione russa, in Ucraina e oltre, non vanno sottovalutati. Dal 9 settembre, l’Isw ha creato una mappa di monitoraggio chiamata “Le operazioni ‘fase zero’ della Russia in Europa” in cui segna le violazioni dello spazio aereo, le attività di spionaggio, le esplosioni sospette, le interferenze marittime, gli incendi e i sabotaggi in territorio europeo. 

Nelle due notti di questa settimana sono sconfinati dalla Bielorussia 42 palloni aerostatici e sono arrivati vicino all’aeroporto internazionale di Vilnius. Alcuni sono arrivati anche nella regione polacca vicina al confine tra Bielorussia e Ucraina. Nelle analisi dell’Isw, la Bielorussia è considerata ormai come un paese “di fatto annesso” alla Russia che viene utilizzata come base per la “Fase zero”, che è  una fase per “fissare le condizioni di informazione e psicologiche” per preparare un futuro conflitto tra la Russia e la Nato – la parte europea dell’Alleanza. 

La Bielorussia è da tempo anche una delle preoccupazioni maggiori dell’Ucraina, perché si teme la riapertura del fronte nord e le informazioni su quel che avviene lì sono più frammentate che altrove. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha incontrato a Vilnius qualche giorno fa, per la prima volta, la leader dell’opposizione al regime bielorusso, Svjatlana Tikhanouskaja. Poco prima, durante la cerimonia per l’anniversario della rivolta del gennaio del 1863-64, quando i popoli ucraino, polacco, lituano e bielorusso insorsero contro l’Impero russo, Zelensky aveva sottolineato l’unità tra Ucraina, Polonia e Lituania e aveva fatto una distinzione tra il popolo bielorusso che combatte per la sua libertà e il regime di Aljaksandr Lukashenka che reprime questa libertà, “persino il suo cane ha più diritti” dei bielorussi, ha detto. Il presidente ucraino ha anche intenzione di nominare un inviato per la Bielorussia, intesa come popolo bielorusso, perché “è assolutamente necessario sostenere gli sforzi delle forze democratiche bielorusse”. 

Rafforzando i rapporti e la collaborazione con l’opposizione bielorussa, il governo di Kyiv vuole costruire un altro fronte democratico contro l’avanzata russa, ricordando anche agli europei che il mancato aiuto ai bielorussi dal 2020 in poi, non soltanto ha lasciato via libera alla repressione di Lukashenka, ma ha anche permesso la costituzione di un avamposto russo cruciale per le mire espansionistiche di Vladimir Putin. 
 

  • Paola Peduzzi
  • Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi