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legalità e proporzionalità

I pieni poteri dell'Ice sono davvero pieni poteri? Falsità a confronto

Giacinto Della Cananea

Come in tutte le democrazie liberali, le ispezioni degli agenti possono svolgersi soltanto nei casi e nei modi stabiliti dalla legge. Inoltre restano personalmente responsabili per gli illeciti commessi al di fuori delle loro funzioni: lo è, ovviamente, cagionare colpevolmente la morte di persone inoffensive

Sebbene le reazioni seguite ai fatti di Minneapolis abbiano indotto Trump a mostrare maggiore cautela, i suoi più stretti collaboratori continuano ad affermare che gli agenti dell’ICE godono di immunità per le loro azioni. Inoltre, restano in vigore le direttive governative che stabiliscono, tra l’altro, l’uso della forza per entrare nelle abitazioni delle persone da deportare. È prevedibile che queste attività proseguano, malgrado la sostituzione di alcuni esponenti. Ma è proprio vero che i poteri dell’ICE sono illimitati e che i suoi agenti godono di una totale immunità?

 

La prima affermazione non regge a un’accurata disamina. Nelle democrazie liberali, come la Germania e l’Italia, è sancita l’inviolabilità del domicilio: le ispezioni possono svolgersi soltanto nei casi e nei modi stabiliti dalla legge. La costituzione americana garantisce la protezione della privacy contro le ispezioni e i sequestri irragionevoli delle autorità governative. Ciò vale, a maggior ragione, per le misure che limitano la libertà delle persone. La regola generale è che gli agenti possano entrare nella dimora di qualcuno soltanto con il suo consenso o sulla base del mandato conferito da un giudice oppure in caso di emergenza. La direttiva interna emanata dal direttore dell’ICE, che consente di violare la privacy in forza di un semplice mandato amministrativo, è in palese contrasto con quella regola. Non a caso, a gennaio la Corte suprema ha ritenuto legittima l’azione degli agenti di polizia del Montana che erano entrati nell’abitazione di una persona per il “ragionevole sospetto” che stesse per fare fuoco contro di loro. Se non ricorre una situazione di questo tipo, non lo si può fare.

 

Nemmeno la seconda affermazione regge a una verifica. La responsabilità degli agenti federali non è esclusa nemmeno dalla clausola che stabilisce la supremazia del diritto federale su quello statale. Come ha osservato Steve Vladek, che insegna diritto costituzionale a Georgetown, quella clausola ha efficacia soltanto se gli agenti federali adempiono una funzione autorizzata dalla legge e non vanno al di là di ciò che è necessario e appropriato. Pertanto, gli agenti dell’ICE restano personalmente responsabili per gli illeciti commessi al di fuori delle loro funzioni: lo è, ovviamente, cagionare colpevolmente la morte di persone inoffensive. Alcuni stati, come la California e lo Iowa, si sono spinti più oltre, vietando qualsiasi interferenza governativa nell’esercizio dei diritti sanciti dalle leggi locali e federali. Insomma, gli agenti dell’ICE restano sottoposti ai principi di legalità e proporzionalità condivisi dalle nazioni civili. Prima se ne renderanno conto i collaboratori di Trump e i suoi estimatori italiani, meglio sarà per tutti.

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