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In Germania la spesa militare traina la riconversione della manifattura tedesca. E in Italia?

Redazione

Con il piano da 500 miliardi, centinaia di pmi entrano nella filiera militare tramite Svi Connect. Meccanica, metalli e Ict guidano il riposizionamento, mentre l’automotive cerca nuovi sbocchi produttivi

Cominciano a essere tangibili i primi effetti del pacchetto tedesco da 500 miliardi nel settore della difesa e delle infrastrutture. Non si sta parlando dell’impatto sulla crescita economica della Germania, perché è prematuro, ma della capacità del programma di attivare a una gigantesca riconversione produttiva del paese. Secondo l’agenzia Bloomberg, sono 500 le imprese che finora hanno aderito alla piattaforma sponsorizzata dal governo federale (la Svi Connect) per collegarsi con i cinque maggiori appaltatori della difesa (tra cui Rheinmetall), ma le aspettative sono che il numero salga  a 1.000. Il 90 per cento di queste aziende (pmi sotto i 100 dipendenti) non ha esperienza di produzioni militari, ma ambisce a diventare fornitore di materiali e componenti. È un riposizionamento strategico che sta coinvolgendo i settori della lavorazione dei metalli, l’ingegneria meccanica e le tecnologie Ict. Anche se non viene citato esplicitamente, non è difficile immaginare che buona parte di queste imprese provenga dall’industria automotive. Solo qualche mese fa, infatti, i vertici della Volkswagen avevano dichiarato  prendere in considerazione la trasformazione di alcuni stabilimenti per la produzione di equipaggiamenti militari. Che l’industria della difesa stia moltiplicando il suo valore sui mercati azionari europei è risaputo, e in buona parte è frutto delle aspettative, giuste o sbagliate, di riarmo conseguenti alle tensioni geopolitiche degli ultimi anni, ma assistere alla trasformazione del sistema manifatturiero tedesco (considerato il motore economico d’Europa) fa una certa impressione. Molti analisti che hanno previsto una maggior crescita del pil europeo per il 2026 hanno individuato  nel pacchetto fiscale tedesco un potenziale effetto traino. Quello che non è stato ancora evidenziato è se e come tutto questo avrà un impatto sul sistema manifatturiero italiano, che a quello tedesco è da sempre legato a doppio filo per via delle catene di subfornitura presenti soprattutto nel centro nord.

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