Così Trump ha trasformato l'Ice: budget, reclutamento e deportazioni dell'agenzia
Il manifesto politico del presidente americano ha raggiunto negli ultimi mesi un record di fondi, personale e arresti, ma anche di "incidenti" – cittadini trattenuti contro la propria volontà. Come sono cambiate negli anni le tattiche dell'agenzia per effettuare arresti in materia di immigrazione, e i requisiti per accedervi
La formazione per un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) prevede sei giorni alla settimana per otto settimane presso il Federal Law Enforcement Training Center di Brunswick in Georgia. Tra le priorità ci sono l’utilizzo di armi da fuoco e alcuni test di idoneità, ma è previsto anche un programma di studi delle leggi sull’immigrazione e gestione delle crisi, per imparare le “tecniche di de-escalation” cioè la prevenzione dell’uso della forza, dodici ore di lezioni in aula sul Quarto Emendamento e sull’Immigration and Nationality Act del 1952, che regola se e come una persona può essere espulsa dagli Stati Uniti. Nel 2018 la formazione durava venti settimane, poi il dipartimento per la Sicurezza interna (Dhs) – di cui l’Ice fa parte – ha ridotto i tempi, e negli scorsi anni le tattiche per effettuare arresti in materia di immigrazione sono cambiate sostanzialmente.
Già nel 2021 un rapporto del Government Accontability Office segnalava che la maggior parte degli agenti dell’Ice non ricevesse una formazione specializzata nel controllo della folla: anche il requisito di imparare le basi dello spagnolo, la lingua della maggior parte degli immigrati irregolari del paese, è stato eliminato. Poi da quando lo scorso luglio Trump ha previsto con il Big Beautiful Bill un aumento del budget per l’agenzia di 45 miliardi di dollari e quasi 30 miliardi di dollari per le operazioni di contrasto e di espulsione – rendendo di fatto l’Ice l’agenzia federale con il finanziamento più alto, con un budget annuale doppio rispetto a quello dell’Fbi – e l’aumento del personale dell’agenzia del 120 per cento, portando il numero di agenti da 10.000 a 22.000, l’attenzione rispetto al reclutamento è calata esponenzialmente. Dall’inizio dell’anno l’agenzia per l’immigrazione ha abolito i limiti di età e introdotto bonus e rimborsi di iscrizione fino a 50.000 dollari e per il reclutamento di “patrioti americani qualificati provenienti da tutto il paese” – reclutamento che negli scorsi mesi ha segnalato un picco di oltre 150.000 domande.
Gli agenti dell’Ice possono fermare, trattenere e arrestare le persone sospettate di trovarsi illegalmente negli Stati Uniti, ma l’autorizzazione legale per entrare in un’abitazione o in un altro spazio privato richiede un mandato giudiziario firmato: nonostante ciò, secondo ProPublica, nei primi nove mesi dell’Amministrazione Trump si sono verificati più di 170 incidenti in cui agenti federali hanno trattenuto cittadini statunitensi contro la loro volontà. Da quando il presidente americano si è insediato per la seconda volta, il numero di arresti da parte dell’agenzia è raddoppiato, gli attraversamenti delle frontiere sono crollati e il numero di persone in detenzione ha raggiunto il massimo storico. Già nella sua prima Amministrazione Trump aveva fatto delle deportazioni un manifesto politico, nonostante anche Barack Obama abbia fatto ricorso all’Ice, prendendo la nomina di “capo deportatore”, fu la politica di “tolleranza zero” nel 2018 nei confronti dell’immigrazione illegale a scatenare a gran voce la chiusura dell’agenzia governativa. Anche la Border Patrol, che in genere è limitata a una zona di 160 chilometri vicino a qualsiasi confine statunitense, ha iniziato a dispiegarsi nelle città all’interno del paese come Los Angeles e Minneapolis, guidando alcune delle operazioni di controllo più intense e visibili a Chicago e Charlotte, in stretta collaborazione con l’Ice.
Dal 14 gennaio, sono stati dispiegati a Minneapolis circa 2.000 agenti dell’Ice e di altre agenzie federali, oltre ad altri 800 agenti della dogana e della protezione delle frontiere degli Stati Uniti per espellere “i peggiori dei peggiori” migranti criminali. Eppure un’inversione di tendenza registrata negli ultimi mesi sono proprio gli arresti per reati penali: lo scorso anno soltanto il 13 per cento degli arrestati non aveva condanne né accuse, mentre da ottobre 2025 gli arresti dell’Ice sono continuati ad aumentare, ma quelli per reati penali hanno raggiunto un punto di stallo. Secondo un’analisi del Cato Institute, il 73 per cento degli immigrati presi in custodia dall’Ice non aveva condanne penali e solo il 5 per cento aveva una condanna per reati violenti.