contro musk
L'Ue apre un'inchiesta su Grok, ma sulle manipolazioni dell'algoritmo c'è da attendere
Nel mirino la mancata valutazione dei rischi e l’integrazione dell’AI nel sistema di raccomandazione, nodo chiave anche per le future sanzioni. La tutela dei diritti dei minori e le tensioni con gli Stati Uniti di Trump
Bruxelles. Le immagini di donne e bambini spogliati da Grok sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dopo molte esitazioni e crescenti pressioni, la Commissione europea ieri ha deciso di aprire un’inchiesta contro il sistema di intelligenza artificiale di Elon Musk, contestando la violazione del Digital services act (Dsa), uno dei due pilastri della nuova regolamentazione digitale dell’Ue. “I deepfake a sfondo sessuale che ritraggono donne e bambini sono una forma di degrado violenta e inaccettabile”, ha detto la vicepresidente della Commissione, Henna Virkunen: “Con questa indagine, determineremo se X ha adempiuto ai propri obblighi legali ai sensi del Dsa o se ha trattato i diritti dei cittadini europei, compresi quelli di donne e bambini, come danni collaterali del suo servizio”.
Messa sotto pressione dai governi di mezzo mondo, la piattaforma X ha già proceduto a rimuovere la funzione, introducendo restrizioni a Grok che impediscono agli utenti di modificare o generare immagini di persone reali sessualizzate. Ma, dopo una richiesta di informazioni e un ordine di conservare dati, la Commissione ha deciso di procedere. Secondo l’esecutivo comunitario, X non ha valutato e mitigato i rischi associati all’inclusione della funzionalità Grok sulla piattaforma. Presentare un documento sulla valutazione dei rischi – in particolare la diffusione di contenuti illegali come immagini manipolate a sfondo sessuale – è un obbligo che il Dsa impone prima di attivare un nuovo servizio.
Dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, la Commissione ha cercato di evitare uno scontro diretto con Musk per il timore di ritorsioni da parte dell’Amministrazione americana. A dicembre ha inflitto una multa minima – 120 milioni di euro – per violazioni minori delle regole del Dsa. L’inchiesta che va al cuore di X – quella sul sistema di raccomandazione dell’algoritmo della piattaforma, sospettato di essere manipolato dallo stesso Musk per promuovere i suoi messaggi, i post polarizzanti e le campagne antieuropee dell’internazionale Maga – si trascina dal dicembre del 2023. La Commissione finora si è sempre rifiutata di adottare contro X misure provvisorie, che potrebbero portare alla sospensione di una parte o dell’integralità dei suoi servizi. In altri casi – come il lancio di TikTok lite – si è mossa molto più rapidamente e con maggiore successo. Fonti della Commissione riconoscono che l’algoritmo è l’elemento “sistemico” dell’inchiesta ai sensi del Dsa. Tradotto: quello che potrebbe fare più male a Musk in termini di sanzioni. Una decisione sull’algoritmo di X era stata promessa per la fine del 2025. Paradossalmente l’annuncio di ieri è destinato a prolungare ulteriormente questa indagine chiave. La Commissione ha deciso di ampliare la sua inchiesta per includervi l’integrazione di Grok nel sistema di raccomandazione di X. In che modo il sistema di intelligenza artificiale, che in passato ha diffuso messaggi filonazisti e antisemiti, indirizzerà gli utenti? Probabilmente serviranno mesi per la risposta della Commissione.