Due carabinieri sono stati minacciati in Cisgiordania da un colono. La ricostruzione

 Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha convocato l’ambasciatore israeliano a Roma mentre l’ambasciatore italiano in Israele ha ricevuto istruzioni di presentare una protesta formale al governo di Gerusalemme

Il 29 gennaio è prevista una visita diplomatica dei capi missione dell’Unione europea, organizzata dalla delegazione Ue di Gerusalemme. Per questo domenica due carabinieri di stanza presso il consolato generale di Gerusalemme erano andati in ricognizione a Kafr Ni’mah, nel governatorato di Ramallah per verificare le condizioni di sicurezza della struttura che ospita lo Youth village. Si muovevano in auto diplomatica blindata. Non hanno mai visitato la struttura. Secondo le ricostruzioni della Farnesina, sono stati fermati da un colono armato che li avrebbe minacciati, fino a farli uscire dall’auto, e costretti a inginocchiarsi mentre puntava loro addosso un fucile mitragliatore. Non era interessato ai loro passaporti diplomatici, non parlava inglese, ha preso il telefono per mettere i due militari in contatto con una persona che non si è mai identificata, ma li ha minacciati, dicendo loro che si trovavano in una zona militare in cui non avevano il permesso di entrare. Non risultano zone militari nell’area e anche il Cogat, il comando militare israeliano che coordina le attività nei territori palestinesi, ha smentito che i carabinieri si trovassero in una zona militare.

  
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha convocato l’ambasciatore israeliano a Roma Jonathan Peled, mentre l’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferrari, ha ricevuto istruzioni di presentare una protesta formale al governo di Gerusalemme, coinvolgendo il Ministero degli Esteri, il Cogat, lo stato maggiore dell’esercito, la polizia e lo Shin Bet.  

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