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Editoriali

Un argine supremo a Trump. L'ala conservatrice della Corte sembra orientata a difendere la Fed

Redazione

Sul caso che riguarda Lisa Cook, pare che la maggioranza dei giudici sia intenzionata a respingere il licenziamento deciso dal presidente in tutela dell'indipendenza della Federal Reserve. Il tema non è solo giuridico: sullo sfondo c'è chiaramente il tentativo di Trump di sottoporre la banca centrale al potere politico

Molto probabilmente un argine all’abuso dei poteri di Donald Trump arriverà da un’istituzione a schiacciante maggioranza conservatrice. Mercoledì la Corte suprema ha iniziato l’esame del caso che riguarda Lisa Cook, l’esponente del board della Fed licenziata da Trump con l’accusa (non ancora dimostrata) di aver commesso una frode sui mutui. Dall’esame delle argomentazioni a sostegno del presidente del procuratore generale, John Sauer, è parso che la grande maggioranza dei nove giudici (di cui sei conservatori) sia orientata a respingere il licenziamento deciso da Trump, almeno non prima di un processo, e quindi di lasciare la Cook al suo posto.

 

“La posizione secondo cui non esiste un controllo giurisdizionale, non è richiesto alcun processo, è un requisito molto basso per la giusta causa [di licenziamento] che solo il presidente determina... indebolirebbe, se non addirittura distruggerebbe, l’indipendenza della Federal Reserve”, ha detto ad esempio il giudice Brett Kavanaugh, nominato da Trump nel suo primo mandato. La giudice Amy Coney Barrett, anch’essa nominata da Trump, ha fatto riferimento a un parere di ex presidenti della Fed che avvertivano sulle pesanti ricadute economiche di una decisione del genere. Il tema è certamente giuridico, e riguarda il potere del presidente di rimuovere i funzionari pubblici. Ma sullo sfondo c’è chiaramente, e dichiaratamente, il tentativo di Trump di sottoporre la Fed al potere politico, come dimostra il contemporaneo avvio di un’indagine contro il presidente Powell. Persino un giudice conservatore come Kavanaugh, favorevole a più ampi poteri del presidente sulle agenzie federali, ritiene la Fed un’istituzione diversa e meritevole di una maggiore tutela della sua indipendenza. Anche perché in futuro un presidente democratico potrebbe fare altrettanto, lasciando la Fed in balia dei capricci politici. “Una volta che questi strumenti vengono liberati – ha detto Kavanaugh – vengono usati da entrambe le parti, e di solito di più la seconda volta”.

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