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L'analisi
Il Mercosur non è ancora un capitolo chiuso
La prossima settimana il Parlamento europeo deciderà se chiamare in causa la Corte di giustizia per un'opinione, che può allungare i tempi di 18-24 mesi e riaccendere la frizione sull’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale
Oggi l’accordo Ue-Mercosur sembra a un passo dalla chiusura. Domani, sabato 17 gennaio, ad Asunción, in Paraguay ancora di più: il commissario europeo al commercio Maroš Šefčovič firmerà l’intesa alla presenza di Ursula von der Leyen. Eppure la firma non basterà: il testo sarà sottoscritto, ma l'accordo non ancora concluso e dunque non in vigore.
Il pacchetto infatti corre su due binari. Il primo è l’Interim Trade Agreement (iTA), la parte commerciale: oltre mille pagine, il cuore dell'intesa, costruito per rientrare nella competenza esclusiva dell’Ue (articolo 207 del Tfue, ex 133). Il secondo è l’Eu-Mercosur Partnership Agreement (Empa), il contenitore politico e di cooperazione, che essendo “misto” richiede la ratifica di tutti gli stati membri. Una volta in applicazione provvisoria, l’iTA resterà in vigore finché non entrerà in vigore l'Empa, ossia l'accordo completo.
E' questo il punto che divide Strasburgo. Per i critici, la Commissione sta uscendo fuori dal proprio scopo: secondo loro il mandato che era stato assegnato all'istituzione guidata da Ursula von der Leyen doveva portare a un accordo di associazione e basta, senza un accordo commerciale separato. La Commissione, implicitamente, ha replicato che altro non ha fatto che seguire i trattati, tanto che che la scelta di proseguire tramite due strumenti era già stata utilizzata per il Messico, proprio per non lasciare che le ratifiche nazionali dell’Empa blocchino la parte commerciale. Gli europarlamentari più critici, però, hanno scelto comunque di proporre una mozione, prevista per Mercoledì 21, per decidere se chiedere alla Corte di giustizia dell’Ue un parere sulla compatibilità dei due testi con i trattati. Un clima non dei migliori, contando che lunedì il Parlamento europeo discuterà una mozione di censura contro la Commissione legata anche al Mercosur, e che voterà poi giovedì.
Se da un lato appare improbabile che la mozione di censura possa essere accolta favorevolmente, il discorso è differente per la richiesta di un parere alla Corte, il cui voto si preannuncia serrato. I promotori della richiesta indicano tre nodi: architettura giuridica, principio di precauzione e "rebalancing mechanism" nel capitolo delle dispute, secondo cui un paese del Mercosur potrebbe appellarsi nel caso in cui ritenga ingiusta l'applicazione del meccanismo di salvaguardia. Se la mozione per la richiesta di un'opinione alla Corte passasse, l’effetto sarebbe un duro colpo per la Commissione: un parere può richiedere 18-24 mesi e, in quel periodo, il Parlamento non può dare il consenso all’iTA. Se poi la Corte individuasse un’incompatibilità, l’accordo dovrebbe essere modificato.
Ed ecco il colpo di scena che apre la frizione istituzionale: Il 9 gennaio il Consiglio ha votato a maggioranza qualificata per il via libera prevedendo che la Commissione possa far partire la provvisoria applicazione del'l'accordo anche prima del consenso del Parlamento. In realtà, nella prassi, esiste un’intesa interistituzionale secondo cui la Commissione si impegna ad aspettare Strasburgo. E nella sua proposta la Commissione prevedeva che l’applicazione provvisoria potesse essere possibile solo dopo il voto di approvazione dell’Europarlamento, proprio per evitare di gettare ulteriore benzina sul fuoco delle critiche "ai burocrati di Bruxelles". Ma gli stati membri, tramite i loro ministri, hanno scelto una linea diversa. Ora, se il Parlamento europeo mercoledì decidesse di chiedere il parere della Corte di giustizia per congelare il dossier per 18-24 mesi, la Commissione potrebbe essere tentata di usare quella leva per non restare ferma. Sarebbe una scelta con un costo politico altissimo da usare in una situazione di emergenza se la competizione con Stati Uniti e Cina in Sud America si intensificasse.
Se invece la richiesta per un parere della Corte verrà respinta, il percorso sarà più lineare: il dossier passerà alla commissione commercio (Inta) del Parlamento europeo, che a sua volta preparerà un rapporto da presentare in plenaria per il voto di approvazione. Le prime finestre utili sono quelle dopo Pasqua, tra aprile e maggio. Una volta approvato in plenaria, il Consiglio potrà adottare la decisione di conclusione trasmettendo gli strumenti di ratifica ai partner Mercosur (il Paraguay è il depositario) e l’entrata in vigore scatterà dal primo giorno del mese successivo al deposito.
Nota a margine: l'accordo consente anche la provvisoria applicazione tra l’Ue e uno o più stati Mercosur che abbiano completato le procedure interne, nel caso uno dei paesi sudamericani tergiversi. Insomma, in Commissione ci tengono proprio a questo accordo con il Mercosur.