Ansa
la mail
Tutta la propaganda dell'ambasciata iraniana che nasconde i crimini commessi dal regime degli ayatollah
Rispondendo a una mail di due iraniani residenti in Italia, l'ambasciatore di Teheran a Roma manda un messaggio "ai cari connazionali residenti in Italia". Ma l'unico obiettivo è di spingere e veicolare le tesi del complotto americano e sionista che ha istigato le proteste e la ribellione
“Nel Nome di Dio, l’Altissimo. Cari cittadini iraniani residenti in Italia, con saluti cordiali e profondo rispetto, oggi più che mai, la storia ci chiede da che parte stiamo di fronte alla verità̀. Da anni il nostro popolo è bersaglio di pressioni, sanzioni e minacce manifeste e occulte da parte di potenze che antepongono i propri interessi al diritto alla sovranità̀ delle nazioni: gli Stati Uniti e il regime sionista che, attraverso politiche interventiste, guerre di narrazione e pressioni economiche, hanno preso di mira non solo l’Iran, ma anche altri Paesi”. Inizia così la mail inviata alle 8,41 dell’8 gennaio, quando il regime ha imposto il blackout digitale per preparare la strage dei manifestanti, a Tina Karam e Arash Shojaei: una coppia di attivisti, ingegnera lei, architetto lui, arrivata in Italia per studiare all’università. Oggetto della mail, firmata dall’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia, Mohammad Reza Sabouri, convocato ieri dal ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Farnesina per esprimere disappunto contro le violenze che da giorni stanno insanguinando il Paese: “messaggio dell’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran ai cari connazionali residenti in Italia”.
Arrivato per errore, stupidità, arroganza, a un attivista che gli ha risposto con rabbia, rammentandogli tutti i crimini commessi dal regime contro il popolo iraniano. Oltre all’incommensurabile danno - la strage commessa dai pasdaran, i corpi giustiziati nelle strade - la beffa. O meglio l’insulto oltraggioso che suscita ancora di più l’ira funesta degli attivisti e dissidenti della diaspora in Italia. Obbiettivo: la propaganda tentacolare del regime che suggerisce ai residenti iraniani nel nostro Paese di veicolare la tesi del complotto americano e sionista che ha istigato le proteste e la ribellione. Una lunga mail che intende spiegare ai residenti iraniani come interpretare l’immensa tragedia subita dal popolo iraniano. “In questo contesto, correnti politiche che un tempo hanno mostrato il loro vero volto nei momenti cruciali della storia – tra cui la collaborazione dei Monafeqin (Mojahedin del Popolo Iraniano) con la guerra imposta dall’Iraq contro l’Iran e l’allineamento dei monarchici con il regime sionista durante l’aggressione al territorio iraniano nella guerra dei dodici giorni – oggi, con nuove maschere, in sintonia con le stesse potenze, si dedicano alla distorsione della verità e alla riabilitazione del tradimento”, scrive l’ambasciatore, nella speranza di persuadere gli iraniani d’Italia ad arretrare nelle proteste sempre più diffuse. “Sia i Monafeqin sia i monarchici, che sottovalutano la memoria storica del popolo iraniano, condividono un unico punto in comune: l’indifferenza verso le sofferenze della popolazione e l’attesa dell’ingerenza straniera”, aggiunge l’ambasciatore con tono apparentemente cordiale, in realtà minaccioso perché ordina ai suoi sudditi fuggiti in Italia di non unirsi alle manifestazioni quotidiane della diaspora: “La nostra responsabilità̀– in particolare la vostra, cari iraniani residenti in Italia – non è la diffusione dell’odio, ma fare chiarezza; non il grido della rabbia, bensì ̀ l’argomentazione, il dialogo e la sensibilizzazione. Facendo leva sui principi del diritto internazionale, (vabbè) sulla dignità umana e sul diritto dei popoli all’autodeterminazione, dobbiamo far conoscere all’opinione pubblica italiana la realtà dei fatti: le pressioni e le sanzioni colpiscono la popolazione, la guerra delle narrazioni uccide la verità, l’indipendenza è un valore condiviso da tutte le nazioni”.
E non pago, il messaggio dell’ambasciatore, si spinge oltre, varca ogni soglia dell’umana tolleranza della coppia, oggi più che mai angosciata per la famiglia che ha subito minacce (la madre Tina Karam era stata arrestata durante le proteste di Donna, Vita, Libertà mentre la figlia era in piazza a Milano a urlare slogan contro il regime) e parla di etica, umanità. E spiega come devono essere considerate le proteste: “Le rivendicazioni economiche e professionali di una parte della popolazione (sono) richieste che affondano le loro radici nelle pressioni economiche, nelle sanzioni ingiuste e in problemi accumulatisi nel tempo. Tuttavia, ciò che trova scarso spazio nei media occidentali e ostili è l’impegno costante del governo nel ridurre le sofferenze della popolazione, dialogare con i rappresentanti delle categorie professionali, riformare le strutture e impedire lo sfruttamento delle legittime rivendicazioni popolari da parte di correnti opportuniste”. Il messaggio di propaganda da parte dell’ambasciatore si conclude così: “Ciò che oggi viene propagandato come “disordini” non corrisponde alla realtà; è un progetto pianificato, una strategia di guerra cognitiva contro l’Iran. Questo scenario avanza attraverso i media e si completa con le immagini: un morto, un’inquadratura emotiva, una narrazione falsa. L’obiettivo èscuotere l’opinione pubblica e trascinare il Paese nel campo del nemico (..) Bisogna dire la verità̀: queste simulazioni hanno un valore puramente propagandistico, non riflettono la realtà̀sul campo in Iran”. Messaggio vergato nel sangue, del massacro che inizia poche ore dopo l’invio della mail agli iraniani in Italia, finisce con un augurio che è un presagio per Tina Karam e Arash Shojaei: “Che Dio vi protegga. Con l’augurio di un Iran fiero e di un popolo iraniano dignitoso”. Siglato da Mohammad Reza Sabouri, ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia. E non finisce qui il lavorio ai fianchi degli iraniani attraverso la propaganda dell’ambasciatore. Oggi alle 15 ha mandato un’altra mail con un video trasmesso sull’emittente governativa Iribnews per mostrare le violenze dei manifestanti che bruciano macchine e lanciano molotov, questa volta solo con un breve messaggio: “Alcune atrocità commesse dai rivoltosi e dagli agenti mercenari degli Stati Uniti e del Mossad in Iran, a scopo di informare anche i connazionali residenti in Italia”.
Sanzioni mascherate
Non solo petrolio: perché per la Cina l'Iran pesa più del Venezuela