Biagio Pilieri liberato in Venezuela (Ansa/AFP)
Chi sono i prigionieri politici liberati finora in Venezuela
Nella notte, tra voci, messaggi cifrati e annunci a sorpresa, iniziano le prime scarcerazioni. Pochi nomi, molte omissioni e un clima di paura che non si dissolve. Tra gli italiani Biagio Pilieri e Luigi Gasperin. Ma la macchina repressiva del regime resta intatta. Ancora in carcere oltre 800 detenuti politici
“Aspettiamo. A quest'ora hanno rilasciato solo quattro spagnoli e tre connazionali. Stanno giocando al loro solito gioco perverso”. Alle 4,54 del mattino italiano, è la risposta che all’autore di queste note ha dato una autorevole esponente della opposizione in Venezuela, che da settimane preferisce parlare in condizioni di anonimato, e a cui aveva chiesto se si potesse ora arrischiarsi a comparire. Sta peraltro tuttora nascosto, e della sua situazione dice che “è come essere rinchiusi in una prigione dopo l'altra. Sono così da 17 mesi, come la maggior parte di noi che ha partecipato al gruppo che ha guidato le elezioni”. Quindi, “meglio aspettare ancora un po’ prima di vedere se si chiarisce”.
In effetti, si tratta di quattro cittadini spagnoli, due oppositori, e una persona che riuniva entrambe le qualifiche. I quattro spagnoli sono Andrés Martínez Adasme, José María Basoa, Miguel Moreno Dapena, Ernesto Gorbe Cardona. Cittadina spagnola e venezuelana assieme è Rocío San Miguel Sosa: un'avvocatessa e attivista per i diritti umani, specializzata in affari militari e presidente della ong Control Ciudadano, un'associazione civile il cui obiettivo è il controllo cittadino della sicurezza nazionale, della difesa e delle Forze Armate. Monitorava inoltre gli impegni dello stato venezuelano nei confronti dello Statuto di Roma e della Commissione Interamericana dei Diritti Umani. Il 9 febbraio 2024 era stata arrestata dalle forze di sicurezza venezuelane, e dopo essere stata tenuta in isolamento per dieci giorni, senza che si sapesse dove si trovasse, si era appreso che era detenuta nel centro di tortura di El Helicoide.
Altri due liberati, come confermato dalla ong Provea e dal sindacato dei giornalisti Sntp, sono Enrique Márquez, che era stato anche candidato presidenziale, e Biagio Pilieri. Giornalista, ex-deputato e collaboratore di María Corina Machado, quest’ultimo è pure cittadino italiano. Originario di Ragusa, è marito e padre di due figli. Arrestato arbitrariamente il 28 agosto 2024, ha 60 anni e soffre di ipertensione, fibromialgia, sindrome del colon irritabile, gravi degenerazioni ossee della colonna vertebrale e delle ginocchia, patologie gastrointestinali severe e altre malattie croniche che richiedono controlli medici costanti. Nonostante ciò, è stato detenuto in totale isolamento, senza un’adeguata assistenza sanitaria e senza garanzie giudiziarie. Per Natale sua moglie aveva fatto un appello alle autorità italiane assieme alla moglie di Daniel Echenagucia, imprenditore di 47 anni, originario di Avellino. “La sua salute è fragile e la sua vita è in reale e immediato pericolo”, aveva denunciato la moglie di Pilieri. "Seguo con attenzione la situazione in Venezuela e auspico che con la presidente Delcy Rodríguez si apra una nuova stagione di relazioni costruttive fra Roma e Caracas", ha dichiarato oggi la premier italiana Giorgia Meloni. "In tal senso esprimo gratitudine per la scelta di avviare la liberazione di detenuti politici, fra i quali anche italiani, e spero vivamente che questo percorso prosegua con ulteriori passi nella medesima direzione".
La precedenza per gli spagnoli sembrerebbe confermare un ruolo di José Luis Rodríguez Zapatero, che il presidente dell’Assemblea Nazionale Jorge Rodríguez aveva ringraziato per la sua mediazione nell’annunciare le liberazioni, assieme a Lula e al Qatar. Però i detenuti con cittadinanza spagnola erano tra 14 e 20. Dei 28 italiani, non ci sono ancora notizie su Alberto Trentini. È stato fatto anche il nome di Luigi Gasperin: imprenditore 77enne, anche lui con gravi problemi di salute. Ma per ora non ci sono conferme da parte delle ong venezuelane che si occupano del tema.
Invece, circa un’ora dopo lo scambio di informazioni con la prima fonte citata, la scarcerazione di un ottavo detenuto è stata annunciata via X da Gonzalo Himiob Santome, direttore vicepresidente della ong Foro Penal. Si tratta di Larry Osorio Chía, 40 anni: già sergente maggiore dell’esercito venezuelano, padre di sei figli, detenuto il 6 agosto 2021. È il primo tra i 124 militari prigionieri politici contati ad agosto, e indice della preoccupazione con cui il regime di Maduro si preoccupava dei dissensi nelle Forze Armate.
Ma giusto con Gonzalo Himiob Santome l’autore di queste note aveva avuto una conversazione, conclusasi giusto una decina di minuti prima dell’annuncio a sorpresa di Jorge Rodríguez. “La situazione dei diritti umani in Venezuela rimane la stessa”, ci aveva detto. “Il sistema repressivo e la macchina repressiva continuano a funzionare e finora, nonostante alcune dichiarazioni rilasciate dal governo riguardo al presunto desiderio di riconciliazione, di pacificazione della società, non c'è stata alcuna azione concreta che indichi che i diritti umani saranno rispettati d'ora in poi”. Aveva però smentito le voci su minacce di morte ai detenuti in caso di attacco statunitense. “Non abbiamo prove che i prigionieri siano stati minacciati e, in effetti, quello che ci stanno dicendo in questo momento è che sono molto calmi, ovviamente con grandi aspettative, con molta speranza, ma non sono stati maltrattati o minacciati. Queste sono le informazioni che abbiamo al momento”. Aveva ulteriormente specificato: “ad oggi, in Venezuela ci sono 806 prigionieri politici tra uomini, donne, persone già condannate, persone in custodia cautelare, ecc. Le loro condizioni di detenzione rimangono esattamente le stesse di prima di tutta questa situazione”.
“Non siamo in grado di sapere quali accordi siano stati stabiliti tra le potenze in Venezuela e le potenze negli Stati Uniti”, aggiungeva. “Nutriamo speranze e aspettative di cambiamento, ma siamo molto cauti con le nostre aspettative. Dobbiamo essere estremamente cauti al riguardo. Continuiamo a lavorare praticamente come se nulla fosse accaduto e stiamo avanzando proposte molto concrete come l'emanazione di una legge di amnistia generale che abbiamo già pronta e che invieremo alle autorità competenti, per vedere cosa ne verrà fatto e per vedere se riusciremo a porre fine alla detenzione e alla persecuzione politica in Venezuela”.
La Piattaforma Democratica Unitaria, la principale coalizione di opposizione venezuelana, ha celebrato. “Speriamo che nei prossimi minuti si concretizzino altri rilasci, fino alla liberazione di tutti i prigionieri politici, poiché finora abbiamo la conferma del rilascio solo di sette cittadini”, ha dichiarato in un post su X.
La figlia del presidente eletto Edmundo González Urrutia, Mariana González Tudares, si è recata ieri sera al carcere di El Rodeo per chiedere informazioni sulla situazione del marito, Rafael Tudares, in attesa del suo possibile rilascio. Tuttavia, non ha ricevuto risposta dalle autorità. Nella registrazione diffusa da X, si vede Tudares uscire dal carcere e dirigersi verso un'auto che la stava aspettando. A proposito di sequestri di persona e di arrembaggi a navi, il presidente di Panama, José Raúl Mulino ha espresso la speranza che un cittadino panamense detenuto in Venezuela dallo scorso giugno, quando la Marina venezuelana ha intercettato la nave su cui viaggiava e ha accusato l'equipaggio di spionaggio, venga rilasciato “presto”.
Trump, comunque, si sta vantando del successo. “Questi sono prigionieri che nessuno pensava di rivedere mai più, vengono rilasciati... in molti casi, capisco che siano brave persone, ma prigionieri che nessuno pensava sarebbero stati rilasciati”, ha detto in una intervista a Fox News. “Glielo abbiamo chiesto e sono stati fantastici, davvero. Tutto quello che volevamo, ce lo hanno dato”. Il procuratore generale del regime chavista, Tarek William Saab, ha dichiarato che il rilascio dei prigionieri politici dimostra la “volontà” dello stato venezuelano, ora guidato dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, di procedere verso un “clima di pace” e una “coesistenza pacifica”. “Oggi, con l'azione appropriata della procura in qualità di garante e titolare dell'azione penale, e in conformità con il sistema giudiziario venezuelano, è stato effettuato il rilascio di cittadini precedentemente detenuti dalla giustizia venezuelana", ha dichiarato Saab durante un evento trasmesso su Globovisión. Non ha specificato il numero di persone rilasciate, ma ha sottolineato che i rilasci saranno effettuati “in tempo reale oggi, giovedì”. Il Comitato per la Libertà dei Prigionieri Politici aveva però avvertito giovedì che, alle 18:30, le 23,30 italiane, nessun prigioniero politico era stato rilasciato dal carcere di El Rodeo I nello stato di Miranda, nonostante gli annunci del regime chavista. “Continuiamo ad attendere la liberazione dei prigionieri politici”, ha dichiarato l'organizzazione in un comunicato stampa. Familiari, amici e sostenitori rimangono fuori dal centro di detenzione, in attesa che i rilasci promessi si concretizzino.
Provea ha pure chiesto giovedì che siano garantite le condizioni per il ritorno in sicurezza dei leader politici in esilio, oltre al rilascio dei prigionieri politici annunciato dal chavista Jorge Rodríguez. Tra i nomi menzionati, Provea ha evidenziato María Corina Machado ed Edmundo González Urrutia.