editoriali

Trump è azzoppato al Congresso

Redazione

La maggioranza è sempre più risicata, e fatta anche di critici del presidente

A Washington è iniziato da poco il 2026 con il ritorno nella Capitale di senatori e deputati e alla Camera la maggioranza repubblicana appare già evaporata. Quindi lo speaker Mike Johnson di fatto è un leader dimezzato. Prima le dimissioni dell’ex trumpiana Marjorie Taylor Greene il 5 e l’improvvisa morte del deputato californiano Doug LaMalfa all’età di 65 anni hanno ridotto i numeri del Gop a soli 218 rappresentanti, il minimo per eleggere uno speaker. Peccato che di fatto i numeri non ci siano. Certo, i dem sono fermi a 213 ma il 30 gennaio verrà eletto il deputato in un distretto texano dove si tengono le elezioni suppletive. E i candidati sono due democratici. Ergo presto saliranno a 214.

Nel gruppo repubblicano, poi, ci sono esponenti decisamente non allineati alla Casa Bianca e al verbo Maga. Thomas Massie, per esempio, deputato libertario del Kentucky, di fatto non ha votato con il resto del suo gruppo in nessuna delle occasioni che contano, nemmeno nel “Big Beautiful Bill”, il maxipacchetto di finanziamenti che ha reso l’Ice, la polizia nazionale antimigranti, più potente della stessa Fbi.

Si aggiunge il fatto poi che c’è un mix esplosivo: una delusa come la newyorchese Elise Stefanik, già scelta come ambasciatrice presso le Nazioni Unite e poi scaricata per non perdere voti, abbandonata anche nella sua corsa fallita come governatrice a New York che potrebbe ritirarsi in anticipo; più moderati come Brian Fitzpatrick della Pennsylvania, eletto nel 2024 sul filo del rasoio e già noto per la sua postura critica del trumpismo che rischia lo scranno qualora si allinei troppo al tycoon e infine personalità indipendenti come Don Bacon, deputato del Nebraska che si definisce reaganiano e ha già annunciato che non si candiderà.

Tutti problemi che lo speaker Johnson, che finora si è affidato alle capacità persuasive di Trump, difficilmente potrà risolvere tutti insieme. Un nuovo inizio che di fatto azzoppa la Casa Bianca. 

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