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il corollario Trump

La dottrina Donroe avvicina la firma con il Mercosur. L'effetto ottico

David Carretta

A rendere urgente un risultato nell'accordo economico col mercato sudamericano è stato Donald Trump e la sua dottrina in politica estera: rifiutare le ingerenze di potenze straniere nelle Americhe e utilizzare la forza per affermare il dominio degli Stati Uniti nell'emisfero occidentale

Bruxelles. Interessi degli agricoltori oppure rilevanza geopolitica? Il dilemma cui si trova di fronte l’Unione europea sul Mercosur è sul punto di risolversi con un tipico compromesso brussellese. La Commissione di Ursula von der Leyen questa settimana ha annunciato una nuova serie di concessioni per il settore agricolo per convincere l’Italia e la Francia a sostenere l’accordo di libero scambio con Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay. Martedì von der Leyen ha scritto una lettera per proporre 45 miliardi in più per gli agricoltori nel bilancio 2028-34 dell’Ue. Ieri i suoi commissari hanno promesso altre misure, come una sospensione della tassa carbonio alla frontiera per i fertilizzanti o una proposta legislativa per azzerare la tolleranza di residui di pesticidi vietati nell’Ue. Il voto degli stati membri per autorizzare von der Leyen a firmare è previsto per domani. La presidente della Commissione potrebbe volare in Paraguay il 12 gennaio. Alcune concessioni appartengono più alla categoria dell’effetto ottico che a quella delle misure concrete. Ma sono bastate al governo di Giorgia Meloni per rivendicare una vittoria e modificare la retorica anti Mercosur. L’Italia è il paese decisivo per la maggioranza qualificata necessaria ad approvare l’accordo di libero scambio.

 

 

“Il Mercosur è un’ottima occasione”, ha assicurato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. L’Italia può avere “grandi vantaggi”, “si apre un grande mercato”, “si attuano delle forme di protezione”, non ci sarà “più la concorrenza del Parmesao”, ha detto Lollobrigida. Ma, più che l’imitazione brasiliana del Parmigiano, è la dottrina “Donroe” a rendere ancora più urgente la firma con il Mercosur. E’ stato Trump a definire “Donroe” la sua dottrina di politica estera dopo l’intervento militare in Venezuela per rimuovere Nicolás Maduro. Alla dottrina Monroe, che rifiutava le ingerenze di potenze straniere nelle Americhe, è stato aggiunto il “corollario Donald”: l’uso della forza per affermare il dominio degli Stati Uniti nell’emisfero occidentale. L’accordo con il Mercosur era già considerato una necessità dopo la guerra dei dazi lanciata da Trump contro l’Ue. Ora diventa anche “una risposta dell’Ue all’intervento degli Stati Uniti in Venezuela”, spiega al Foglio un diplomatico. L’accordo con il Mercosur “ha senso economicamente, ma anche geopoliticamente”, ha detto il commissario all’Agricoltura, Christophe Hansen. Grazie alle relazioni commerciali, l’Ue spera di stringere un’alleanza politica più stretta con Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay. “I nostri partner apprezzano l’Ue per una cosa in particolare in questo turbolento periodo: è la credibilità”, ha spiegato il commissario al Commercio, Maros Sefcovic: “Dobbiamo rimanere un partner affidabile”. Il Mercosur stava diventando uno dei simboli dell’impotenza geopolitica e geoeconomica dell’Unione europea nel mondo. Negoziato per 24 anni, concluso due volte (prima nel giugno del 2019 sotto la Commissione di Jean-Claude Juncker, poi nel dicembre del 2024 sotto von der Leyen), a dicembre l’accordo sembrava sul punto di fallire definitivamente a causa dell’opposizione di Meloni.

 

L’Italia non era sola. Anche la Francia di Emmanuel Macron e la Polonia di Donald Tusk erano contrarie. Ma il “no” di Meloni aveva fatto mancare la maggioranza qualificata necessaria per autorizzare la firma. Von der Leyen aveva dovuto cancellare il suo viaggio in Brasile previsto per il 20 dicembre. In tre settimane non è cambiato molto. La Commissione aveva già approvato quelle che Sefcovic ha definito misure “senza precedenti” per il settore agricolo. L’annuncio di martedì sui 45 miliardi in più per l’agricoltura in realtà è un anticipo di due anni di somme già allocate agli stati membri. E non è detto che finiranno agli agricoltori. “E’ discrezione degli stati membri come allocarli”, ha ammesso Hansen. Poco importa che sia solo effetto ottico. “Accolgo con soddisfazione la decisione della Commissione di modificare, come richiesto dall’Italia, la proposta di nuovo quadro finanziario pluriennale”, ha detto Meloni. “La sovranità agricola e alimentare dell’Europa è la mia priorità. La Pac ne è il fondamento. Accolgo con favore gli annunci della Commissione”, le ha fatto eco Macron. Il presidente francese non ha la stessa fortuna di Meloni. I suoi diplomatici spiegano dietro le quinte che il Mercosur è diventato ancora più importante con l’intervento di Trump in Venezuela. Ma lui non potrà votare a favore. I suoi agricoltori sono in strada e il governo rischia di essere censurato, se la Francia voterà “sì”.

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