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Editoriali

Trentini e Gallo, prigionieri in Venezuela. Cosa possono fare Meloni e Milei

Redazione

Dopo l'arresto di Maduro, Trump ha rivendicato un ruolo diretto nella guida del paese. Questo fornisce una leva in mano ai governi di Italia e Argentina, che hanno sostenuto il blitz degli Stati Uniti

Oltre ad Alberto Trentini, cooperante italiano arrestato il 15 novembre 2024 e ancora detenuto, c’è anche un argentino imprigionato in Venezuela: Nahuel Gallo, gendarme arrestato a dicembre 2024, poche settimane dopo Trentini, e sparito nel buco nero delle carceri del regime senza contatti con la famiglia e senza un avvocato di fiducia. Sono due casi che hanno scosso l’opinione pubblica italiana e argentina, ma la lista è lunga. Secondo l’Ong per i diritti umani Foro Penal, i prigionieri politici in Venezuela sono 863 – il regime, ovviamente, li chiama “criminali”. Tra Natale e Capodanno Caracas aveva cominciato con delle scarcerazioni in due blocchi: 99 detenuti rilasciati il 26 dicembre e altri 88 a inizio gennaio, quasi tutti arrestati dopo le proteste contro i brogli elettorali del 2024. Ma diverse Ong hanno contestato che i rilasci sono stati di numero inferiore e condizionati.

 

L’intento di Maduro era infatti quello di mandare segnali di “normalizzazione”, scarcerando a pacchetto. ma tenendo i dossier aperti. Ora il contesto dopo la cattura di Maduro si è cambiato notevolmente. Da un lato si è peggiorato: il regime, ora guidato dall’ex vice Delcy Rodriguez, ha risposto con uno stato di emergenza e una stretta sul dissenso per consolidare il proprio potere: giornalisti arrestati fuori il palazzo dell’Assemblea, controlli serratissimi e gruppi paramilitari (i colectivos) dispiegati. Ma dall’altro lato è migliorato, nel senso che ora le redini non stanno solo a Caracas ma anche a Washington. Trump ha rivendicato un ruolo diretto nella guida del paese: chi governa deve “fare la cosa giusta” se non vuole fare la fine di Maduro, o peggiore. Questo fornisce una leva in mano ai governi di Italia e Argentina, che hanno sostenuto il blitz degli Stati Uniti: Meloni e Milei sono tra i pochi leader in grado di parlare direttamente con Trump per chiedergli di “convincere” il regime a liberare Trentini e Gallo, insieme a tutti gli altri prigionieri politici. Sarebbe soprattutto un atto di giustizia umanitaria, ma anche un successo politico per Roma, Buenos Aires e Washington.