in germania

Sabotaggi e blackout a Berlino. Chi sono gli "eco-anarchici" del Vulkangruppe

Lorenzo Monfregola

Un incendio paralizza un intero quadrante della capitale e segna un salto di qualità per il gruppo che ha rivendicato il sabotaggio. L’allarme per la protezione delle infrastrutture critiche in Germania

Prime ore di sabato mattina: un rogo distrugge il ponte di cavi elettrici sopra il canale artificiale Teltowkanal a Lichterfelde, Berlino sud-ovest. I cavi sono il collegamento a una cruciale centrale termoelettrica a gas. 45 mila abitazioni private e oltre 2 mila aziende e negozi dell'area restano senza elettricità, luce e riscaldamento. Poche ore dopo il rogo, emerge una lunga rivendicazione del sabotaggio da parte del Vulkangruppe, gruppo Vulcano, sigla dell'estrema sinistra eco-insurrezionalista, nota ormai da 14 anni. Colta di sorpresa, anche dopo più di 72 ore la capitale tedesca sta mostrando scarsa resilienza. Le attuali riparazioni a temperature sotto zero potranno protrarsi fino a giovedì. Mentre il sindaco di Berlino Kai Wegner visita centri di supporto con veri e propri sfollati, si sono aperti tesi dibattiti su come la Germania sappia davvero proteggersi dagli attacchi alle proprie infrastrutture.

 

La firma Vulkangruppe è attiva dal 2011 ed è ritenuta responsabile di molteplici atti di sabotaggio nelle zone di Berlino e Brandeburgo. Tra i più noti c'è sicuramente l'attacco incendiario del 5 marzo 2024 contro un traliccio elettrico vicino a Grünheide, con cui è stata bloccata la produzione della Gigafactory di Tesla, con perdite per centinaia di milioni di dollari per la compagnia di Elon Musk. Si suppone che la sigla Vulkangruppe provenga dallo spettro che va dall'autonomia all'eco-anarchismo più radicali. Le firme del gruppo, talvolta ispirate ai nomi dei vulcani islandesi, cambiano periodicamente o vengono arricchite con slogan. Molto probabilmente dietro alla sigla hanno operato più nuclei diversi, se non addirittura singoli individui, nel solco metodologico anarco-insurrezionalista dei gruppi di affinità e della "propaganda col fatto". L'ultima rivendicazione di sabato sembra essere scritta dalla stessa mano degli attacchi contro Tesla. Un “atto di autodifesa e solidarietà internazionale con tutti coloro che proteggono la terra e la vita”, si legge nel testo, firmato questa volta "Vulkangruppe: togliere il succo del potere alla classe dominante". Viene rivendicato l’attacco contro la centrale elettrica e “l'industria dei combustibili fossili”, senza l'obiettivo primario di blackout per le abitazioni. Il gruppo aggiunge di volersi scusare con le persone "meno abbienti" che sono state colpite, ma sottolinea invece solidarietà limitata “ai numerosi proprietari di ville”. Nell'area in blackout, infatti, ci sono molte abitazioni da reddito alto, ma ci sono anche ospedali, centri per anziani e scuole. Il messaggio dei sabotatori fonde paradigmi dell'anti-imperialismo e dell'anti-capitalismo con l'anarcoprimitivismo anti-teconologico (ci sono passaggi contro l'intelligenza artificiale), puntando a innestarsi anche nella campagna-piattaforma radicale tedesca “Switch Off”, che spinge una forma di accelerazionismo verso la distruzione di tutti gli apparati tecnologici.

 

Dopo l'emergere della rivendicazione, si è diffusa anche l'ipotesi che quest'ultimo attacco sia opera dei servizi segreti russi. Lo scritto del Vulkangruppe ha tuttavia una consistenza con quelli passati, i quartieri colpiti erano già stati interessati da un sabotaggio del gruppo lo scorso aprile e la stessa prolissità ideologica e ricchezza di riferimenti del testo di oltre 4.000 parole non sembra tipica di un'operazione di false flag. Resta il fatto che azioni di sabotaggio con sigle così sfuggenti rimangono comunque permeabili a deviazioni, sia ideologiche sia operative. Se il metodo anarco-insurrezionalista dei piccoli "gruppi di affinità" punta proprio a evitare infiltrazioni da parte di esterni e polizia, la presenza di sigle evocative usate quasi in franchise sarà sempre un'ottima occasione per un servizio estero ostile. Certamente, l'attacco di Berlino Lichterfelde segna un salto di qualità anche per la firma Vulkangruppe, visto che è la prima volta che colpisce così ampiamente la vita quotidiana di decine di migliaia di civili. Questo passaggio potrebbe far inasprire ora la caccia ai gruppi o agli individui che usano la sigla e che sono finora rimasti totalmente sconosciuti. Il ministro tedesco dell'Interno, Alexander Dobrindt, ha dichiarato lunedì che "il terrorismo di sinistra è tornato in Germania con crescente intensità", parlando anche di vicinanza "all'attivismo estremista per il clima". Le analisi più allarmanti sottolineano come la stessa Raf - Rote Armee Fraktion iniziò con sabotaggi e atti incendiari, per poi evolvere verso il terrorismo contro le persone.

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