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editoriali
L'effetto Caracas sulle borse europee: in crescita i titoli della difesa
Nonostante i timori di un'azione analoga nei confronti della Groenlandia, che per ora rimane un'ipotesi lontana, in Europa cresce la consapevolezza dei rischi legati alla sicurezza e al disordine geopolitico
Il Venezuela è lontano eppure il blitz americano ha avuto un impatto, oltre che sui titoli del petrolio, anche sulle società della Difesa europea. Ieri l’indice di Borsa del settore (Wisdom Tree Europe Defence Ucits) ha guadagnato circa il 5 per cento consolidando la tendenza al rialzo delle ultime settimane. A guidare la classifica è stata la tedesca Rheinmetall (+10 per cento) seguita dall’italiana Leonardo e dalla britannica Bae Systems (entrambe +6 per cento) e dalla francese Thales (+4,6 per cento). Al netto dei timori di un’azione analoga nei confronti della Groenlandia, che per ora sembra un’ipotesi poco concreta (“Un attacco a un paese Nato sarebbe la fine di tutto”, ha commentato il governo danese), in Europa cresce la consapevolezza dei rischi legati alla sicurezza e al disordine geopolitico. In questa consapevolezza gli investitori intravedono un’occasione considerato anche che, secondo un’analisi realizzata da Vertical Research Partners per il Financial Times, nel 2025 i maggiori gruppi che operano nel settore hanno remunerato gli azionisti con quasi 5 miliardi di dividendi, il massimo dell’ultimo decennio. In realtà, gli ultimi avvenimenti non stanno facendo altro che rafforzare la corsa agli acquisti di azioni di società tecnologiche, militari e aerospaziali che si è innescata nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Per esempio, da allora il titolo di Leonardo è passato da 6,3 a 54,2 euro, con un incremento dell’800 per cento. Un’impennata dovuta anche alle tensioni all’interno del Patto atlantico, ai nuovi obiettivi di spesa Nato e alla spinta a creare una difesa comune europea con un aumento degli investimenti governativi. Di fatto, come hanno messo in evidenza gli analisti di Wellington Management, siamo alla fine di un lungo ciclo geopolitico e macroeconomico e all’inizio di uno nuovo. Un cambiamento profondo che sta generando un trend di investimenti in sicurezza che per l’Europa vuol dire anche più tecnologia e innovazione. L’effetto Caracas non fa altro che accelerare questo processo.