l'insediamento

A New York è ufficialmente iniziata l'era Mamdani

Marco Arvati

Il nuovo sindaco socialista democratico giura sul Corano, promette case più accessibili e autobus gratuiti. Tra le prime decisioni, anche la revoca della definizione IHRA di antisemitismo. Critiche dal ministro degli Esteri israeliano

Davanti a una folla di circa 4.000 persone assiepata davanti al municipio, nel pomeriggio del primo gennaio Zohran Mamdani ha tenuto il suo primo discorso da sindaco di New York in carica. Nei circa venti minuti in cui ha parlato, il nuovo primo cittadino è stato chiaro su quale sarà la bussola che seguirà nel suo mandato. “Governeremo nello stesso modo in cui abbiamo fatto campagna”, ha affermato, “non avremo sempre successo, ma non saremo mai accusati di mancanza di coraggio”. Mamdani ha reiterato di essere un socialista democratico e ha scelto come persona che lo supportasse nel giuramento Bernie Sanders. Non è la prima volta che il senatore svolge questo compito: lo aveva già fatto nel 2017, sempre a New York, per Bill De Blasio. Durante l’evento, che ha visto la partecipazione anche della progressista Alexandria Ocasio-Cortez, è stata suonata “Bread and Roses”, una canzone cardine delle lotte per i diritti dei lavoratori negli Stati Uniti. Registrata su disco nel 1974 da Mimi Farina, sorella di Joan Baez, riprende una poesia di James Oppenheim pubblicata su American Magazine nel 1911: l’idea è che gli esseri umani hanno bisogno sia dei diritti inalienabili sia della dignità. La frase ha assunto celebrità nel 1912, durante le proteste a seguito degli scioperi nel settore tessile.

Quello a favore di pubblico, però, non è stato il giuramento ufficiale di Mamdani, che si è invece tenuto pochi minuti dopo la mezzanotte nella vecchia stazione della metropolitana di City Hall, costruita nel 1904 e abbandonata al termine del secondo conflitto mondiale perché troppo piccola per contenere vetture sempre più grandi e un numero di passeggeri sempre più alto. 

La scelta non è casuale. L’obiettivo è rimarcare l’importanza che il trasporto pubblico dovrà avere nella nuova amministrazione: il sindaco è chiamato a mantenere la promessa di rendere gli autobus gratuiti. Al giuramento ufficiale erano state invitate solo una ventina di persone, e Mamdani ha promesso di servire la Costituzione di fronte alla procuratrice generale dello Stato di New York, Letitia James, con la moglie, Rama Duwaji, che gli teneva le diverse copie del Corano su cui stava giurando.

Mamdani è il primo sindaco di New York a giurare sul testo sacro dell’Islam: gli ufficiali pubblici non devono per forza servirsi di un testo sacro per svolgere il giuramento, ma è ormai prassi comune nel paese farlo. Il sindaco ha scelto tre diversi Corani: due di questi sono di sua proprietà, entrambi appartenuti ai nonni, mentre quello con cui ha svolto il giuramento di mezzanotte è stato scelto dalle proprietà della Biblioteca pubblica della città. Si tratta di un testo appartenuto a Arturo Schomburg, uno storico di Porto Rico che si interessava alla relazione tra l’Islam e le culture nere: un testo modesto, utilizzato per la consultazione, e non quindi un’edizione di pregio. 

Dopo i giuramenti, Mamdani si è recato in un appartamento a canone calmierato nel quartiere di Brooklyn, in cui gli affittuari hanno smesso di pagare per via delle cattive condizioni in cui versano le abitazioni. Lì ha firmato i primi ordini esecutivi della sua amministrazione, volti alla creazione di due diverse task force per accelerare la costruzione di nuove unità abitative. Inoltre, ha annullato con un tratto di penna tutti gli ordini esecutivi firmati dal suo predecessore, Eric Adams, a partire dalla data di settembre 2024, quando è stato accusato di corruzione: un modo di porsi da subito in controtendenza rispetto alla passata amministrazione.

Tra gli ordini che hanno cessato di avere effetto, quello che garantiva la nascita di un ufficio preposto alla tecnologia blockchain, e uno che adottava la definizione di antisemitismo della International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). Per questo è stato criticato dal ministro degli esteri di Israele, che lo ha accusato di “mettere benzina sull’antisemitismo”. Un’accusa che segue il primo scivolone della nuova amministrazione: una sua collaboratrice si è infatti dimessa pochi giorni dopo essere entrata in carica per via di un tweet che aveva scritto nel 2011, in cui parlava di “ebrei assetati di denaro”. Le posizioni di Mamdani sul conflitto a Gaza sono state più volte discusse durante la campagna elettorale, ma non sono state un rilevante fattore negativo durante il voto come invece i suoi avversari speravano.

Al termine della sua prima giornata da sindaco, sembra chiaro che Mamdani voglia mantenere chiari i punti con cui è stato eletto: il costo delle case da abbassare, la centralità del trasporto pubblico, l’aumento delle tasse per i ricchi. La possibilità di riuscire nell’intento passerà anche da quanto sarà in grado di lavorare col resto del partito e con Donald Trump: nell’incontro del mese scorso alla Casa Bianca, che si pensava potesse essere disastroso, i due sono sembrati più in sintonia del previsto. 

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