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La provocazione
Bill Gates manda all'aria l'agenda delle priorità di Cop30
Nel suo paper, il fondatore di Microsoft ha scritto che "la visione apocalittica del cambiamento climatico è completamente sbagliata" e che i problemi più grandi sono la povertà e le malattie. Un discorso di sinistra, di fronte a una sinistra che dei problemi della povertà nel mondo sembra essersi dimenticata
Alla vigilia dell’inizio della Cop30, l’incontro promosso dall’Onu ogni anno per fare il punto sulle politiche per contrastare il cambiamento climatico, Bill Gates ha messo i piedi nel piatto senza diplomazia e resettando l’agenda delle priorità di questa discussione. Speriamo che la sua provocazione serva a ravvivare un dibattito che ormai appare stanco e congelato su binari alquanti improduttivi. La prima provocazione arriva subito all’inizio del suo paper: “C’è una visione apocalittica del cambiamento climatico secondo la quale esso porterà alla decimazione della popolazione. Ma fortunatamente per tutti noi questa visione è completamente sbagliata. La popolazione mondiale sarà comunque in grado di sopravvivere e adattarsi anche di fronte all’innalzamento delle temperature”.
Sistemati gli apocalittici, fra cui le stesse Nazioni Unite che promuovono l’incontro, Gates invita tutti a guardare da un’altra parte. Non nega che il cambiamento climatico rappresenti un serio problema ma, dice, continuare a misurare le temperature non ci dice niente sulla qualità della vita delle persone, soprattutto dei miliardi di persone che vivono nei paesi più poveri. I problemi più grandi, dice Gates, sono la povertà e le malattie come sempre è stato e come ancora sarà in futuro. Ci sono numeri e fenomeni che non richiamano l’attenzione dell’opinione pubblica, ma che continuano a essere drammatici. Milioni di morti per malattie “normali” come la diarrea, la malaria, le malattie da malnutrizione.
Un discorso di sinistra, di fronte a una sinistra, soprattutto quella europea e italiana, che dei problemi della povertà nel mondo sembra essersi completamente dimenticata per rinchiudersi in una sorta di Ztl concettuale. Abbiamo speso bene le risorse a nostra disposizione? si chiede Gates. E la risposta ancora una volta è: no. Abbiamo inseguito obiettivi a lungo termine dimenticandoci delle esigenze dell’oggi. Abbiamo assunto misure come la decisione di non finanziare più l’uso dei combustibili fossili che ha reso ancora più difficile per molti paesi energeticamente poveri dotarsi di fonti energetiche stabili. Perché l’aumento dei consumi energetici se da un lato aumenta le emissioni dall’altro rende possibile la crescita economica che è anche il migliore antidoto contro i danni del cambiamento climatico. Paesi più ricchi sono anche paesi più resilienti e in grado di ridurre i danni perché sanno proteggersi e sono dotati di un patrimonio edilizio e di infrastrutture più resistenti.
L’attenzione esclusiva data ai problemi del riscaldamento globale ha distolto l’attenzione da problemi ben più drammatici e vicini. Sono due le strategie che Gates propone. La prima: insistere con l’innovazione tecnologica che potrebbe essere in grado di consegnarci nuovi sistemi di produzione dell’energia, di trasporto, di efficientemente energetico degli edifici, di una agricoltura meno dipendente da fertilizzanti e pesticidi grazie alle nuove specie che possono essere messe in campo. Gates ha investito miliardi di dollari in queste tecnologie attraverso la su piattaforma “Breakthrough Energy”, a cominciare da una nuova generazione di impianti nucleari. La seconda si chiama adattamento. Investire in tutte quelle misure che riducano i danni dell’aumento delle temperature. Ancora una volta la misura più importante è accrescere la ricchezza dei paesi più poveri.
Una visione lontana mille miglia dalle masturbazioni in cui si è imprigionata l’Europa e in particolare la sinistra. Basta osservare il panorama italiano con un campo largo che litiga sui termovalorizzatori e considera l’energia nucleare il diavolo. Che ha completamente dimenticato il resto del mondo, insegue vaghe promesse di decrescita infelice, si arrovella su misure che servono solo a distribuire la povertà anziché accrescere la ricchezza. Che Bill Gates li scavalchi a sinistra è solo un segno dei tempi.