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Dal Washington Post
Tulsi Gabbard licenzia un'esperta di Russia della Cia. L'epurazione della competenza
È l’ultima vittima delle estromissioni (ideologizzate) volute da Trump e dalla direttrice dell’Intelligence. Il loro bersaglio: i professionisti della sicurezza
Nei giorni che hanno preceduto il vertice in Alaska del 15 agosto tra il presidente Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin, una tra i grandi esperti della Cia in materia di Russia ha lavorato in modo estenuante, aiutando Trump e il suo team a prepararsi per un delicato incontro diplomatico sull’Ucraina, assicurandosi che fossero adeguatamente informati, secondo quanto riferito da un ex collega dell’agenzia.
Quattro giorni dopo, la funzionaria della Cia – il cui nome non è stato rivelato dal Washington Post per motivi di sicurezza – si trovava nella sede centrale dell’agenzia a Langley, quando ha ricevuto l’ordine improvviso di presentarsi all’ufficio sicurezza. Lì le è stato comunicato che il suo nullaosta per accedere a materiale classificato le sarebbe stato revocato. In pochi minuti, la sua carriera di 29 anni al servizio dello stato era sostanzialmente finita. La funzionaria si stava preparando a un imminente trasferimento in Europa per assumere un prestigioso incarico approvato dal direttore della Cia, John Ratcliffe. Invece, è diventata l’ultima vittima di un’epurazione sempre più estesa voluta da Trump e dalla direttrice dell’Intelligence nazionale Tulsi Gabbard, talvolta alimentata dall’attivista dell’ultradestra Laura Loomer. Il loro bersaglio: professionisti della sicurezza nazionale accusati di aver politicizzato o strumentalizzato l’intelligence per promuovere interessi personali, di partito o non oggettivi, secondo un memo del 19 agosto firmato da Gabbard, in cui annunciava la revoca, su ordine di Trump, dei nullaosta di sicurezza.
Il memo, pubblicato su X, non elencava infrazioni specifiche, ma per molti funzionari attuali ed ex funzionari sembrava un’epurazione dettata da logiche di vendetta e fedeltà. Tra le 37 persone cui Gabbard ha pubblicamente revocato i nullaosta figuravano alti funzionari dell’intelligence, inclusa questa esperta della Cia. La Cia ha rifiutato di commentare; la funzionaria non ha risposto alle richieste di dichiarazioni.
Le epurazioni hanno colpito ambiti prioritari per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, eliminando figure chiave come uno dei massimi esperti governativi di intelligenza artificiale, dirigenti dell’Nsa (la cui attività di intercettazione è tra le più cruciali per l’intelligence diretta alla Casa Bianca), il capo del Comando cyber anerucabi e il direttore dell’Agenzia d’Intelligence della Difesa, la Dia. All’inizio dell’Amministrazione Trump, erano già stati licenziati funzionari esperti coinvolti in programmi per la diversity. Altri, in periodo di prova – tra cui ingegneri nucleari e analisti di lingua cinese – sono stati allontanati. Sono stati epurati anche agenti con decenni di esperienza su Russia e Ucraina, privando potenzialmente l’Amministrazione Trump di competenze cruciali mentre porta avanti negoziati diplomatici delicati con Putin e con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per cercare di porre fine al conflitto iniziato con l’invasione russa del febbraio 2022, hanno riferito ex funzionari americani. Vedendo colleghi licenziati, riassegnati o privati dei nullaosta, chi resta sarà meno incline a riportare informazioni d’intelligence che contraddicono la visione dell’Amministrazione o contengono verità scomode, hanno detto gli stessi funzionari, parlando in forma anonima per timore di subire la stessa sorte.
Ex colleghi della funzionaria della Cia epurata l’hanno descritta come altamente rispettata e apolitica, senza presenza sui social media né tracce di critiche a Trump o alle sue politiche. “E’ l’antitesi di un’operatrice politica”, ha detto uno di loro. Il suo licenziamento ha provocato uno choc all’interno dell’agenzia, ha detto un secondo ex funzionario. “Se può succedere a lei, può succedere a chiunque. Quale analista sano di mente scriverà più un report che, anche solo in parte, possa contraddire la linea dell’Amministrazione, se pensa di rischiare il posto?”.
Trump ha da tempo mostrato disprezzo per le competenze dei funzionari governativi, preferendo seguire il proprio istinto, le relazioni personali con i leader mondiali e la cerchia ristretta di collaboratori, spesso provenienti dai suoi trascorsi nel mondo degli affari. Ha smantellato lo staff del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, che sin dai tempi di Truman coordinava le agenzie di sicurezza nazionale per condividere informazioni, confrontare opinioni, proporre opzioni al presidente ed eseguire le sue decisioni. “E’ una cosa positiva che ora sia il presidente a guidare dall’alto”, ha detto un funzionario trumpiano, “invece che i cosiddetti esperti che hanno letto tanti libri ma non hanno mai parlato con Putin”. La Casa Bianca considera collaboratori come l’inviato speciale Steve Witkoff, imprenditore immobiliare e compagno di golf di Trump, più preziosi degli esperti, proprio perché capiscono il presidente.
Trump non è il primo presidente ad aver avuto rapporti tesi con le potenti agenzie di intelligence statunitensi, che in passato non hanno avvertito in tempo su certi attacchi o hanno sottovalutato rischi, come nella disastrosa invasione della Baia dei Porci nel 1961. Altre volte, i presidenti hanno ignorato gli avvertimenti, subendone le conseguenze – come fece George W. Bush nel 2003 ignorando le analisi della Cia sui rischi dell’invasione dell’Iraq.
Il pericolo oggi, secondo ex funzionari, è che quegli avvertimenti possano non arrivare affatto. “È prerogativa dei decisori politici dire: ‘So cosa mi dite voi dell’intelligence, ma voglio fare a modo mio’. Ma non servirsi affatto di quelle informazioni è davvero rischioso”, ha detto Evelyn Farkas, direttrice del McCain Institute e già alto funzionario del Pentagono per le questioni eurasiatiche sotto Obama. “E’ fondamentale sapere il più possibile sulle intenzioni dei nostri avversari, persino sulla loro strategia”, ha detto Farkas: “Eliminare la conoscenza e l’esperienza di queste persone è come gettare proiettili nel water”.
L’Amministrazione Trump ha preso di mira in particolare funzionari coinvolti nella valutazione del 2017 secondo cui la Russia era intervenuta nelle elezioni del 2016 per aiutare Trump contro Hillary Clinton. L’esperta della Cia epurata aveva un ruolo senior all’epoca nell’intelligence su Russia ed Eurasia, ma non fu tra gli autori principali del documento. Le conclusioni sono state confermate da varie revisioni indipendenti, inclusa un’indagine bipartisan del Senato. Gabbard ha descritto quella valutazione come parte di una cospirazione traditrice orchestrata da membri dell’Amministrazione Obama per sabotare Trump. Ha minacciato azioni legali contro l’ex presidente Obama e i suoi principali consiglieri per la Sicurezza nazionale, e ha revocato i nullaosta a numerosi ex funzionari.
Ulteriori perdite di esperienza su Russia e Ucraina sono avvenute per altri motivi. Una recente riduzione del personale nell’Ufficio d’intelligence del dipartimento di stato ha causato la partenza di tre analisti russi, ciascuno con almeno 15 anni di esperienza. Tom Sylvester, vicedirettore delle operazioni della Cia che aveva organizzato il sostegno all’Ucraina dopo l’invasione russa, si era visto promettere – e poi negare – il prestigioso incarico di capo stazione a Londra. Ratcliffe avrebbe preferito un funzionario più giovane, secondo una fonte. L’incarico fu annullato dopo che Sylvester era stato citato in un libro sulla Cia, The Mission, pubblicato in anteprima su Foreign Policy. Il team russo della Cia fu in gran parte responsabile delle valutazioni – inizialmente non credute da molti governi europei – che avevano previsto con precisione l’invasione russa dell’Ucraina, consentendo a Kyiv di prepararsi e impedire la conquista totale da parte delle forze russe.
Durante la campagna elettorale dello scorso anno, Trump aveva promesso più volte che avrebbe posto fine al conflitto in Ucraina entro 24 ore dal suo insediamento. Prima del vertice in Alaska con Putin, si mostrava ottimista e sperava in un incontro a tre con Zelensky. Ma Putin ha rifiutato di incontrare Zelensky, continuando a bombardare le città ucraine. La sua ostinazione ha colto di sorpresa Trump, che nel fine settimana ha segnalato l’intenzione di sospendere gli sforzi di Washington per spingere verso un cessate il fuoco. Le agenzie di intelligence statunitensi sono sempre state più scettiche sulla disponibilità di Putin a trattare. L’Ufficio intelligence e ricerca del dipartimento di stato sostiene da tempo che l’obiettivo di Putin è soggiogare l’Ucraina, secondo tre ex funzionari dell’intelligence. “La sua ambizione finale è riportare l’Ucraina sotto l’influenza russa”, ha detto uno di loro. Gli analisti della Cia hanno visioni diverse: alcuni ritengono che Putin potrebbe considerare un compromesso nel suo interesse, ha riferito un altro ex funzionario. In generale, però, mettono meno enfasi sull’“ossessione personale” di Putin per l’Ucraina e si concentrano di più su indicatori concreti, come il bilancio delle forze militari tra Russia e Ucraina.
Alcuni ex colleghi dell’analista epurata criticano Ratcliffe per non averla difesa. “E’ a capo di un’istituzione che dovrebbe essere indipendente, in larga misura, dall’influenza politica, soprattutto per quanto riguarda l’analisi”, ha detto un ex funzionario: “Permettere a un esterno, che non dovrebbe avere influenza sul processo, di rimuovere la tua migliore esperta sulla Russia, dopo che le hai appena assegnato un incarico all’estero, è ridicolo”.
Warren P. Strobel, Ellen Nakashima, Greg Miller e Karen DeYoung
(con la collaborazione di Aaron Schaffer)
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