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I missili russi sul palazzo del governo di Kharkiv, la seconda città dell'Ucraina

La Corte penale internazionale aprirà un'indagine e dice che ci sono "ragionevoli basi" per ritenere che Mosca abbia commesso crimini di guerra

Enrico Cicchetti

Il centro di Kharkiv è stato colpito da un attacco missilistico russo. L'attacco, sferrato la mattina del primo marzo intorno alle 8 ora locale, ha preso di mira gli uffici del governo regionale in Piazza della Libertà, nel centro della città. Sui social media ci sono video che mostrano il momento esatto dell'esplosione e le sue conseguenze. Ci sono morti e molti feriti. Kharkiv, nel nord-est del paese, è stata teatro di pesanti combattimenti e bombardamenti aerei negli ultimi giorni. È la seconda città più grande dell'Ucraina e ospita 1,6 milioni di persone. È stata la prima capitale della Repubblica socialista sovietica ucraina fondata dai bolscevichi e oggi opita alcune delle industrie più importanti della nazione, tra cui una fabbrica di carri armati e numerose società IT. 

    

 

Il governatore regionale, Oleh Synehubov, ha detto che le forze di Vladimir Putin hanno preso di mira le aree residenziali con missili Grad, un sistema di artiglieria montato su camion in grado di sparare dozzine di razzi contemporaneamente. 

    

  

Il presidente dell'Ucraina, Volodymir Zelensky, ha descritto il bombardamento di Kharkiv come un crimine di guerra. Una decina di civili, tra cui tre bambini, sono stati uccisi negli attacchi di lunedì 28 febbraio e si sospetta l'uso da parte della Russia di bombe a grappolo. In base alla Convenzione di Ginevra, che la Russia ha ratificato, prendere di mira deliberatamente i civili durante un conflitto armato è considerato un crimine di guerra.

 

 

La Corte penale internazionale aprirà un'indagine. Il procuratore capo Karim Khan dice che ci sono "ragionevoli basi" per ritenere che Mosca abbia commesso crimini di guerra o crimini contro l'umanità durante l'invasione in Ucraina.

   

 

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  • Enrico Cicchetti
  • Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016. Su Twitter è @e_cicchetti