La deputata in catene. Un settimanale finisce sotto inchiesta per una vignetta razzista

Mauro Zanon

Il magazine sovranista Valeurs Actuelles aveva pubblicato una caricatura di Danièle Obono incatenata come una schiava. Le reazioni politiche in Francia e i precedenti

Parigi. Dopo quattro giorni di polemiche aspre e condanne provenienti da quasi ogni corrente politica, questa mattina la procura di Parigi ha aperto un’inchiesta preliminare per “ingiurie a carattere razzista” ai danni del settimanale sovranista Valeurs Actuelles, che nel suo ultimo numero ha pubblicato una vignetta che ritrae la deputata nera Danièle Obono, esponente della France insoumise e originaria del Gabon, incatenata come una schiava.

 

  

La vignetta è apparsa nel cosiddetto “romanzo estivo” che Valeurs Actuelles pubblica a puntate da giugno e all’interno del quale i giornalisti del magazine immaginano un viaggio nel passato di alcuni personaggi politici contemporanei, “con l’obiettivo di far emergere attraverso questo contrasto le insensatezze della nostra epoca”. La scorsa settimana, la protagonista era appunto “Obono l’Africaine” –  così è stata definita – confrontata alla “responsabilità degli africani negli orrori della schiavitù”, secondo la presentazione di Valeurs Actuelles.

 

Nella testa dei giornalisti del settimanale sovranista, l’obiettivo era quello di minimizzare la responsabilità degli europei nella tratta degli schiavi, sottolineando che gli africani erano altrettanto coinvolti. “È qualcosa di estremamente scioccante perché racconta una realtà che è estremamente scioccante, ossia quella delle atrocità dello schiavismo del Diciottesimo secolo”, ha dichiarato il direttore di Valeurs Actuelles Geoffroy Lejeune, prima di aggiungere: “Questo schiavismo è stato praticato dagli africani ai danni di altri africani. Abbiamo voluto mettere in scena questa storia per stoppare il discorso indigenista che oggi è troppo diffuso in Francia”.

 

La Obono è indubbiamente una personalità molto controversa. È vicina al movimento decolonialista degli Indigènes de la République (hanno organizzato per due anni consecutivi dei campi estivi “vietati ai bianchi”), e nel passato ha detto di aver pianto “più per Dieudonné (il comico antisemita pluricondannato dalla giustizia, ndr) che per Charlie Hebdo”. Ma di certo esistono modi più responsabili per denunciare le idee politiche di una persona e per ristabilire certe verità storiche dimenticate rispetto a quelli utilizzati da Valeurs Actuelles.

 

Anche Jordan Bardella, vice presidente del Rassemblement national ha definito “scioccante” e “di pessimo gusto” la vignetta e il racconto incriminati. “È un insulto a me, alla mia famiglia, alle mie origini, ma è anche un insulto a tutta la Francia”, ha reagito la Obono, che ha ricevuto una chiamata di solidarietà dal presidente della Repubblica, Emmanuel Macron. “Lo ringrazio, ma vorrei degli atti concreti per arginare la campagna d’odio dell’estrema destra”, ha detto la deputata della gauche a proposito della chiamata del capo dello stato.

 

Valeurs Actuelles ha presentato le sue scuse alla Obono se si è sentita “ferita” da quel testo che “non è razzista”, secondo la redazione. Scuse che la portavoce della France insoumise non ha accettato. “Non ho intenzione di parlare con queste persone. Non parlo con l’estrema destra, la combatto con le idee, con il dibattito democratico. Continuerò a farlo”, ha risposto la Obono su France Info.

  

Non è la prima volta che Valeurs Actulles finisce al centro della tormenta per i suoi contenuti borderline. Nel 2015, il magazine era stato condannato dalla giustizia francese per incitamento alla discriminazione, all’odio e alla violenza a causa di una copertina intitolata “Rom, l’overdose”.