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Un lapsus rivelatore

La Cbs scambia l’Iran per la Siria, ma in fondo non sbaglia poi così tanto

13 Aprile 2018 alle 05:18

Un lapsus rivelatore

Durante la trasmissione “Evening News” della Cbs, l’appuntamento principale con l’attualità dell’emittente americana, il conduttore Jeff Glor ha introdotto la parte sulla politica estera con un titolo – “Punire la Siria” – e una mappa alle sue spalle. “Il presidente sta valutando come gli Stati Uniti devono rispondere al presunto attacco chimico contro civili in Siria – ha detto Glor – il nostro corrispondente al Pentagono ha informazioni ulteriori”, e la linea passa al giornalista. L’introduzione non è durata a lungo ma abbastanza per capire che la cartina alle spalle dell’anchorman non era quella della Siria, bensì dell’Iran. I ditini si sono alzati prontamente sui social: che figuraccia, non sappiamo nemmeno dove sta il paese che stiamo per bombardare, speriamo che almeno il Pentagono segnali gli obiettivi giusti prima che ci ritroviamo a colpire il bagno del presidente iraniano Rohani, e via dicendo. Chi se la prendeva con l’ignoranza dei giornalisti e chi con questi “tamburi di guerra” sciagurati, perché come è già accaduto in passato molti pensano che basti chiedere gentilmente ad Assad di non utilizzare più armi chimiche e lui obbedirà (c’è tutto il filone di chi non crede neppure agli attacchi chimici, ma è troppo deprimente per soffermarcisi).

 

L’errore della Cbs c’è, naturalmente: sulla cartina c’era l’Iran e non la Siria. Ma si tratta di un errore geografico: dal punto di vista sostanziale, la Siria è l’Iran, il regime di Assad non ci sarebbe senza il sostegno militare, finanziario, ideologico e politico di Teheran. Da sempre l’Iran considera la Siria come una sua emanazione, ora la sta anche occupando con i propri soldati, con l’assenso di Assad, e dei russi. Più che un errore quello della Cbs è un lapsus, molto rivelatore.

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