Madrid chiede l'incriminazione per Puigdemont, che fugge in Belgio

La denuncia arriva a pochi giorni dall'attivazione dell'articolo 155, che ha sospeso l'autonomia catalana e ceduto a Madrid l'amministrazione della regione. Domenica il premier belga aveva negato l'asilo

30 Ottobre 2017 alle 13:20

Madrid chiede l'incriminazione per Puigdemont e per i leader secessionisti

Carles Puigdemont (foto LaPresse)

Secondo fonti sentite dal quotidiano Vanguardia, l'ex presidente catalano Carles Puigdemont si trova a Bruxelles da lunedì. Ufficialmente per una riunione con i partiti fiamminghi, anche se il viaggio arriva lo stesso giorno in cui il procuratore generale spagnolo, José Manuel Maza, ha chiesto l'incriminazione dell'ex governatore della Generalitat e dei ministri del governo locale catalano deposto venerdì, per i reati di ribellione, sedizione e malversazione. La denuncia arriva a pochi giorni dall'attivazione dell'articolo 155 della Costituzione, quello che ha di fatto sospeso l'autonomia catalana e che cede al governo centrale di Madrid l'amministrazione della regione. Secondo la decisione dell'esecutivo di Mariano Rajoy, annunciata venerdì scorso, tutti i membri del governo di Barcellona sono stati rimossi dai rispettivi incarichi proprio per effetto dell'attivazione dell'articolo costituzionale. Il procuratore ha chiesto inoltre l'incriminazione di Carme Forcadell, la presidente del Parlamento catalano dove venerdì si è votata la dichiarazione di indipendenza. I procedimenti giudiziari del governo e dei membri del Parlamento avranno due percorsi separati, in quanto i membri del governo rimossi sono semplici cittadini, mentre il Parlamento, per quanto dissolto, è ancora ufficialmente in carica fino alle elezioni del 21 dicembre.

     

"Non è stata presentata ancora nessuna domanda, ma le cose evolvono rapidamente. Vedremo", aveva detto domenica ai media locali il segretario di Stato belga all'Asilo e alla Migrazione, Theo Francken, riguardo alla possibilità di offrire asilo politico a Puigdemont. "A giudicare dalla situazione, dalla repressione di Madrid e dalle condanne che si rischiano, ci si può domandare se ci sarà un processo equo", aveva spiegato Francken, membro dell'Alleanza Neo-Fiamminga Nva, sottolineando tuttavia che se dovesse verificarsi un simile scenario "ci metterebbe in una posizione diplomatica delicata con la Spagna". In seguito il primo ministro belga Charles Michel ha affermato che l'ipotesi di concedere asilo all'ex presidente catalano "non è assolutamente all'ordine del giorno" del governo belga. Michel è intervenuto dopo che ile dichiarazioni di Francken avevano fatto infuriare il portavoce del Partito popolare spagnolo Esteban Gonzalez Pons, che le ha bollate come "inaccettabili". Michel ha esortato Francken a non gettare "benzina sul fuoco" della crisi spagnola.

 

 

Questa mattina, diversi componenti del governo di Puigdemont si erano presentati regolarmente al Palazzo della Generalitat di Barcellona, sfidando la decisione di Madrid e gli avvertimenti dei Mossos d'Esquadra. Josep Rull i Andreu, ex ministro del Territorio e della Sostenibilità della Catalogna, ha scritto stamattina su Twitter che intende "continuare con l'agenza pianificata", e ha pubblicato una foto che lo mostra regolarmente alla scrivania del suo ufficio. Anche Puigdemont ha postato su Instagram una foto del cortile interno del Palazzo della Generalitat, benché non sia chiaro quando è stata scattata. L'aspetto del cielo di Barcellona questo lunedì, scrive il quotidiano spagnolo Pais, non corrisponde a quello mostrato da Puigdemont. Ore dopo è stato reso noto che l'ex presidente è a Bruxelles. L'ex ministro Rull, qualche ora dopo il suo ingresso nell'ufficio, ne è uscito, e così hanno fatto altri ex ministri, che si sono congedati dai dipendenti della Generalitat.

 

Bon dia

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Commenti all'articolo

  • AndreaQualunque

    30 Ottobre 2017 - 17:05

    La storia ci ha insegnato che le rivoluzioni e le dichiarazioni di indipendenza si ottengono con il sangue, con le bombe, con la lotta armata. Con il sacrificio di tutto e di tutti. Radere al suolo per toccare il punto più basso dello sprofondo. A quel punto si possono proclamare nuove Repubbliche e fissare nuovi confini. In questo caso invece, per qualche scellerato motivo che in buona parte ancora mi sfugge, si è pensato di ottenere il tutto a tarallucci e vino; o meglio a paella e Tio Pepe. Tra una serpentina di Messi e una sbandierata sulle Ramblas. Fatto stà che i Catalani han da sempre fin troppo le natiche nel burro per fare rivoluzioni come da corollario.

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    • perturbabile

      30 Ottobre 2017 - 23:11

      Ci fu la 'rivoluzione di velluto' cecoslovacca.

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  • lorenzolodigiani

    30 Ottobre 2017 - 17:05

    Puigdemont ha contro la Spagna, l’Europa, gli Stati Uniti. Una situazione poco invidiabile che mi auguro possa dissuadere chi intende intraprendere analoghi percorsi.

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