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Delirio politico a Praga

Da dieci giorni le istituzioni combattono tra loro per colpa dei populisti

10 Maggio 2017 alle 20:36

Delirio politico a Praga

La rocambolesca crisi istituzionale delle ultime settimane in Repubblica ceca è un monito per le forze che vedono nell’associazione con i partiti populisti un’opportunità di guadagno politico. Tutto è iniziato lo scorso 2 maggio, quando il primo ministro socialdemocratico Bohuslav Sobotka, in carica dal 2014, ha annunciato le dimissioni di tutto il suo governo in anticipo rispetto alle elezioni fissate per ottobre. La ragione delle dimissioni è un dissidio con il suo ministro delle Finanze e vicepremier, Andrej Babis, miliardario e capo del partito Azione dei cittadini insoddisfatti (Ano), una forza populista che attualmente viaggia intorno al 30 per cento nei sondaggi, contro il 12 dei socialdemocratici del premier. Babis è stato accusato di evasione fiscale e frode, ma Sobotka, anziché chiedere solo le sue dimissioni, ha pensato di far dimettere tutto il governo, per evitare di trasformare il suo alleato-avversario in un “martire”.

 

Qui però entra in gioco il presidente della Repubblica, Milos Zeman, un altro uomo forte di tendenze populiste, ammiratore di Trump e Putin, che nella contesa si è schierato nettamente con Babis. Sobotka a quel punto ha ritirato le dimissioni, ma Zeman le ha pretese lo stesso, e la crisi di governo si è trasformata in un’impasse terribile, con litigi furibondi in diretta tv (in uno Zeman ha brandito il suo bastone da passeggio contro Sobotka). Premier e presidente si sono lanciati a vicenda ultimatum non rispettati, e i populisti intanto approfittano del caos. L’errore iniziale è stato del primo ministro: le alleanze con i populisti sono trappole per politici ingenui.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    11 Maggio 2017 - 12:12

    Non par vero di ritrovare giornalmente un motivo per addossare ai "populisti" una qualche colpa. Ma in questo caso non si specifica se è populismo buono o cattivo, secondo le specifiche fatte dal Foglio. Per esempio populismo buono è quello degli 80 euro, o comunque tutto quello che ha tirato fuori nei suoi anni di (mal)governo l'ex caro premier, cattivo a prescindere chi come Salvini predica un cambio di rotta (in tutti i sensi) sulla gestione dell'immigrazione. Perché poi, tornando al contenuto dell'articolo, i conflitti politici esistono naturalmente solo dove ci sono i "populisti", dove governano gli anti-populisti è tutto rose e fiori... Un po' di serietà, per favore.

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