Emmanuel Macron e la moglie Brigitte Trogneux (foto LaPresse)

Giù le mani da Brigitte, la donna che ha costruito il Macron pronto per l'Eliseo

Marina Valensise

L’ennesima copertina dedicata alla coppia più chiacchierata

"Devi darmi una mano, sai, non è molto divertente vivere con Giovanna d’Arco”. L’ultima battuta di Brigitte Trogneux, la moglie di Emmanuel Macron, candidato alle presidenziali, è una delle chicche di Paris Match, settimanale patinato specializzato nel racconto a puntate sulla coppia più mediatica del momento. Dopo aver dedicato tre-quattro copertine ai Macron – in vacanza, sulla spiaggia, al Touqué coi nipotini di lei, all’Eliseo per un pranzo ufficiale – il settimanale francese torna sulla strana coppia, all’indomani della dichiarazione con cui il fondatore di En Marche ha cercato di mettere a tacere le voci sulla sua doppia vita. “Io una doppia vita? La cosa dispiace a mia moglie, con cui divido tutto il mio tempo, giorno e notte, e in più senza remunerarla. Si domanda come faccia, visto che sto sempre con lei…”.

Con tempestivo senso dell’umorismo, Macron l’ex enfant prodige, con vocazione di attore e passione per la musica e la filosofia, l’ex golden boy della meritocrazia francese, ex banchiere da Rothschlid, ex segretario generale dell’Eliseo, ex ministro dell’Economia del presidente Hollande, ha giocato d’anticipo, per vanificare un servizio di Closer, rivista di gossip pubblicata da Mondadori, prontamente ritirato. E ha approfittato dell’occasione per dare una bella stoccata a François Fillon. Il candidato del centrodestra da giorni si dimena con lo scandalo dello stipendio ottenuto dalla moglie gallese, Penelope Clarke, in qualità di sua assistente parlamentare, e da due dei loro cinque figli, assunti sempre da lui in qualità di esperti giuristi, quando erano ancora studenti universitari, oltreché delle indennità di fine rapporto andate alla moglie e della sua mirabolante retribuzione per due minuscole schede apparse sulla Revue des Deux Mondes.

Dunque, almeno per il momento, il vero beneficiario della campagna stampa anti-Fillon sembra essere Macron. E in molti adesso cominciano a interrogarsi sul ruolo delle donne e soprattutto delle mogli, che in campagna elettorale possono determinare danni irrimediabili. Così se fino a qualche tempo fa l’apprezzamento era unanime per la moglie riservata di Fillon, gallese eccentrica e distaccata, madre di famiglia schiva, amante della vita semplice benché nel maniero della Sarthe, le circostanze adesso la mostrano nella luce sinistra della casalinga disperata, della madre frustrata dall’indifferenza dei figli, in balìa di un marito dominante, e forse desiderosa di riscatto… Ecco allora che nella ricerca della moglie modello i riflettori si spostano su Brigitte Trogneux, 64 anni il 13 aprile prossimo, sposata da dieci a Emmanuel Macron, di anni 39, che lei conosce da quando lui ne aveva 15 ed era il suo allievo prediletto al laboratorio teatrale del liceo della Providence di Amiens, dove lei insegnava.

 
Taglia 38, gambe lunghe e magrissime, occhi azzurri, capelli biondi con frangetta e taglio carré, la signora è ben lontana dal prototipo della terza età. E’ una bellezza ultracontemporanea: una ragazza cresciuta negli anni Settanta e per la quale la vecchiaia non esiste, o è solo un’astrazione che appartiene al passato remoto, scomparsa dal nostro orizzonte da quando botox e punturine di vitamine, sana alimentazione e molto sport e, nel suo caso, un amore travolgente e fuori dai canoni hanno spostato la soglia della giovinezza sino a dilatarla ad libitum. Per fermarsi all’addobbo indumentario, indice esteriore di un habitus interiore, Brigitte Macron infatti veste come una ragazzina: chiodo di lurex, pantaloni attillati, forte consuetudine a sfoggiare toppini sexy con intarsi di tulle e di pelle, e gonne sopra il ginocchio nelle occasioni ufficiali, consuetudine favorita in lei dalla costituzione asciutta e dall’assenza di gravame adiposo intorno alla rotula. Poi c’è la personalità, o ciò che appare della stessa. E quella di Madame Macron risulta franca, solare determinata, capace di grande coraggio e forti complicità.

Emmanuel Macron con la moglie a passeggio per Le Touquet (foto LaPresse)


 
Quando rilascia una delle sue prime interviste a Paris Match, raccontando senza indiscrezione l’amore della prof. per quel suo allievo iperdotato, la passione irresistibile, la fuga da Amiens, il divorzio dal marito medico e l’abbandono dei tre figli, e i lunghi anni parigini di semiclandestinità con quell’universitario in formazione, destinato a sbocciare nel politico sui generis oggi in lizza per l’Eliseo, senza partito, senza elettori, forte della sua sola tempra di artista, attore musicista, filosofo, è la stessa Brigitte a riconoscere l’errore. Il marito interviene in sua difesa: “Mia moglie non conosce il meccanismo dei media”, ma il danno è fatto. Quando Brigitte insiste per smentire lei stessa le voci su una presunta omosessualità del marito, parte lancia in resta, salvo poi fare retromarcia e ammettere rassegnata che contro la calunnia non c’è niente da fare, lo diceva pure Beaumarchais (“La calomnie! Monsieur, vous ne savez guère ce que vous dédaignez”, nel “Barbiere di Siviglia”, atto II). E adesso che è il marito a giocare d’anticipo, per smentire con ironia le voci sulla liaison col bellissimo presidente di Radio France, Mathieu Gallet, Brigitte ne esce fuori aureolata nel suo ruolo di moglie adorata, onnipresente nella vita del marito e con funzioni strategiche. “Condivide la mia vita dalla mattina alla sera, e non l’ho mai remunerata per questo”.

  
E’ lei infatti, l’ex professoressa di francese, amante del teatro e patita di letteratura, a dettare tempi e temi della campagna. E’ stata lei a insistere perché lui si presentasse adesso, nel 2017, senza aspettare altri cinque anni. “En 2002 son problème sera ma gueule” (“Nel 2022, avrà il problema della mia faccia”, avrebbe confidato a un comune amico, immaginando le sue rughe di settantenne e il collasso delle strutture). E da quando la macchina elettorale è partita, è lei a guidare e soprattutto a sterzare se serve. “Non hai energia da perdere, metti l’energia che hai nel costruttivo”, consiglia all’ex allievo ora candidato alla presidenza, prima di un comizio. Ed è sempre lei, l’ex prof, la moglie “en viager”, come l’ha orrendamente definita in tv un commentatore satirico, a raccomandare al marito di parlare con voce sostenuta. Perché Macron non solo ha un po’ di zeppolina, ma ha una voce chioccia, a volte stridula e fastidiosa: “Ti scende la voce. Falla salire, fai capire cosa succede quando lo fai, perché ora ti sta scendendo”, insiste la prof. E l’allievo obbediente la sta talmente a sentire che adesso ha persino reclutato un baritono per apprendere, prima che sia troppo tardi, qualche segreto di tecnica vocale, e usare al meglio diaframma, maschera e risonatori.

  
Allora, si capisce come mai al cronista sospettoso del perché portasse due fedi, una all’anulare destro e un’altra al sinistro, Macron serissimo, ma col sorriso di un adolescente raggiante, ha risposto: “Son tutte e due della stessa donna, tutte e due di mia moglie, Brigitte”.