Tsipras fa regali di Natale, c'è aria di nuove (avventate) elezioni

David Carretta

Il premier greco ha annunciato bonus per i pensionati e il congelamento dell’Iva nelle isole di accoglienza. Nuovi problemi sui conti

Bruxelles. Mentre gli occhi dell’Unione europea erano puntati sulla crisi politica in Italia, la scorsa settimana il primo ministro greco, Alexis Tsipras, ha annunciato una serie di regali di Natale che sanno di elezioni anticipate. Il 23 dicembre 1,6 milioni di pensionati dovrebbero ricevere un bonus tra i 350 e gli 800 euro. “Coerenti con il nostro impegno di sostenere i deboli, abbiamo deciso di distribuire immediatamente gran parte delle nostre entrate extra per il 2016 ai pensionati a basso reddito”, ha detto Tsipras l’8 dicembre. Il premier greco ha anche promesso di non aumentare l’Iva per le isole dell’Egeo che accolgono migliaia di migranti sbarcati dalla Turchia. “Tsipras ha indossato di nuovo i panni elettorali”, dice al Foglio una fonte europea. Nel 2017, la Grecia potrebbe aggiungersi a Olanda, Francia, Germania e probabilmente Italia nella lista delle elezioni nazionali che rischiano di destabilizzare l’Ue. Il pericolo è di un balzo indietro al 2015, quando nel suo braccio di ferro con i creditori Tsipras spinse la Grecia sulla porta di uscita dall’euro. Ma l’esito finale della nuova scommessa del leader di Syriza potrebbe anche portare a più stabilità per la zona euro, con il ritorno al potere dei conservatori di Nuova Democrazia.

 

  

La decisione di andare a elezioni anticipate non è stata ancora presa dal leader greco, ma un nuovo voto potrebbe essere annunciato già a gennaio. Le dichiarazioni di Tsipras costituiscono più una prova che un indizio. Ieri il premier è tornato ad attaccare gli europei che “non sanno come si vive sulle isole” dove dovrebbe essere aumentata l’Iva, perché “l’unica che hanno visitato è Mykonos”. Il pacchetto di regali natalizi vale 618 milioni in meno di risparmi. La Commissione ha detto di non essere stata informata delle misure, come invece prevede il memorandum. Il timore a Bruxelles è di assistere impotente a una deriva dei conti greci. Tsipras cerca di sfruttare le divisioni dei creditori. Il Fmi e la Germania si trovano su sponde opposte sulla ristrutturazione del debito, malgrado il fatto che il Bundestag abbia fatto della partecipazione dell’istituzione di Washington al salvataggio una condizione per accettare il terzo bailout. L’ultimo scontro riguarda l’avanzo primario: per Berlino deve essere del 3,5 per cento, ma questo obiettivo “genererebbe un livello di austerità che potrebbe impedire alla nascente ripresa di decollare”, ha avvertito il rappresentante del Fmi in Europa Poul Thomsen.

L’assenza di passi avanti sulla ristrutturazione del debito è tra le ragioni che spingono Tsipras a imboccare la strada di elezioni anticipate. Le concessioni ottenute all’Eurogruppo del 5 dicembre sono minime, ben lontane dalla promessa di Tsipras di ottenere uno sconto sostanziale che avrebbe liberato la Grecia dal peso degli interessi. Ma nelle sue considerazioni tattiche prevale la prospettiva di una scomparsa di Syriza, costretta a portare avanti un duro programma di austerità e riforme anche il prossimo anno. Nel 2017 sono previsti un miliardo di nuove tasse e un miliardo di tagli. I creditori insistono per una liberalizzazione del mercato del lavoro. I sondaggi indicano un crollo della popolarità di Syriza. Il vantaggio dei conservatori di Nuova Democrazia (dagli 11 ai 19 punti) sembra irraggiungibile. Secondo i calcoli di Tsipras, una sconfitta al voto permetterebbe a Syriza di evitare di fare la fine del Pasok, lasciando ai conservatori il lavoro sporco chiesto dai creditori. Ma il pericolo è che Tsipras sottovaluti ancora una volta le sue capacità di tribuno populista: una sua ennesima vittoria potrebbe definitivamente spingere la Grecia fuori dall’euro.

David Carretta