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Chi è Rachid Kassim, il reclutatore di adepti del jihad in Francia

Dislocato tra Siria e Iraq, il ventinovenne originario della Loira è attivissimo su Telegram e fa proseliti tra gli aspiranti terroristi. Il suo nome, dice un'inchiesta dell'Express, sembra essere legato a molti degli ultimi attacchi sul territorio francese.

12 Settembre 2016 alle 18:20

Chi è Rachid Kassim, il reclutatore di adepti del jihad in Francia

Rachid Kassim

Parigi. Negli ultimi mesi il suo nome è apparso su tutti i dossier più incandescenti legati al jihadismo in Francia. I servizi segreti di Parigi lo monitorano da molto tempo, ma soltanto in questi giorni le autorità sono giunte alla conclusione che potrebbe trattarsi di colui che teleguida gli attacchi terroristici in Francia. Ventinove anni, originario di Roanne, nella Loira, Rachid Kassim è il più temuto jihadista francese attualmente attivo nella zona siro-irachena e, secondo quanto rivelato dall'Express, citando fonti vicine agli ultimi dossier legati al terrorismo islamico, avrebbe avuto un ruolo più o meno influente in tutti gli attentati commessi in Francia negli ultimi mesi. 

 

L'inchiesta sulle connessioni virtuali e la raccolta del materiale informatico di Adel Kermiche e Abdel Malik Petitjean, gli islamisti che hanno sgozzato padre Hamel nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray lo scorso 26 luglio, hanno evidenziato che sono stati pilotati dalla Siria da un membro dello Stato islamico in Siria: Rachid Kassim, appunto. Quest'ultimo, iperattivo sui social network, ha guidato i due terroristi tramite Telegram, l'applicazione di messaggistica criptata preferita dai jihadisti, e continua tuttora, sempre secondo le indiscrezioni, a svolgere il ruolo di principale propagandista per i jihadisti francofoni. Stando alle informazioni raccolte dall'Express, Kassim sarebbe l'amministratore di un canale che conta più di 300 abbonati su Telegram, all'interno del quale pubblica quotidianamente messaggi violenti, infografiche, video di decapitazioni e appelli all'uccisione degli infedeli. 

 

Numerosi indizi emersi dall'inchiesta sull'attentato di Saint-Etienne-du-Rouvray, provano che Kermiche e Petitjean utilizzavano gli stessi mezzi di propaganda, attingendo dal canale di Kassim su Telegram, presentato dall'Express come il "ricettacolo dei giuramenti di fedeltà all'Isis". Kassim ,sempre secondo le informazioni del settimanale francese, sarebbe l'autore del messaggio audio diffuso una settimana dopo l'uccisione di padre Hamel sul profilo Telegram di Kermiche, nel quale si congratulava calorosamente con i suoi "fratelli" per l'attacco. L'attentatore di Saint-Etienne-du-Rouvray avrebbe dunque trasmesso i suoi dati d'accesso a Kassim poco prima di decidere di passare all'azione ed essere freddato dalla polizia. 

 

Dietro quell'account che continuava a funzionare e aveva sorpreso le autorità e la stampa framcese, vi è oggi la certezza che ci fosse Kassim, il quale continua a servirsene per copiare una parte dei messaggi di propaganda e gli appelli all'uccisione dei "kuffar", gli infedeli. Tra i documenti che circolano di più negli ambienti jihadisti su Telegram c'è un'inquietante infografica di personalità francesi "da abbattere", che era già stata menzionata da Petitjean in un video che aveva registrato da solo prima dell'attentato di luglio, diramata dal canale radicale Ansar al Tawhid, ma anche da Larossi Abballa, il killer islamista della coppia di poliziotti di Magnanville, nel suo video di giuramento all'Isis. 

 

Kassim, che su Telegram non si preoccupa di nascondere la sua volontà di reclutare più giovani possibili, ha curato dei manuali destinati ai "leoni solitari", dove figurano i modus operandi applicati dai jihadisti che hanno colpito la Francia negli ultimi mesi. Vi è l'invito a commettere "attacchi col camion" e a utilizzare "armi di plastica e finte cinture esplosive" per "instillare la paura nei miscredenti", metodi seguiti alla lettera da Mohamed Lahouaiej-Bouhlel a Nizza (nel suo tir erano state ritrovate una pistola automatica e una granata finte). Il suo volto, tra l'altro, figura per la prima volta in un video di propaganda dell'Isis diffuso dopo la mattanza jihadista sulla promenade des Anglais, nel quale glorifica l'azione di Bouhlel, proferisce minacce contro la Francia e decapita un ostaggio a sangue freddo in mezzo alla strada. Membro influente della jihadosfera su Telegram, il ruolo di Kassim è quello di reclutare tutti gli aspiranti martiri che non sono riusciti a raggiungere la Siria, come Kermiche e Petitjean, ma anche come il quindicenne arrestato sabato dall'intelligence a Levallois-Perret. Noto alla Dgsi, l'intelligence interna, per le sue velleità di fare il jihad in Siria, pianificava di attaccare alcuni passanti nel Dodicesimo arrondissement di Parigi lo scorso weekend, e durante il fermo, oggi, ha dichiarato di voler morire da martire, dopo essere entrato in contatto con Rachid Kassim. Quest'ultimo, secondo quanto rivelato oggi dal procuratore di Parigi, François Molins, avrebbe ugualmente teleguidato il commando di jihadiste che la scorsa settimana voleva commettere una strage alla Gare de Lyon, seguendo le sue consegne: uccidere i miscredenti con un'autobomba e accoltellandoli. 

 

Kassim, stando ad alcune fonti vicine al dossier, era in contatto con Ines Madani, la più giovane delle tre donne radicalizzate, nonché la mente dell'attentato sventato. Padre di tre bambini, colui che oggi campeggia in tutti i siti di Francia, ha abbandonato il paese nel 2012, passando per l'Egitto, prima di raggiungere la Siria e arruolarsi nell'esercito del Califfato. Nato da genitori algerini, lavorava come animatore in un centro sociale, amava il rap, e si sarebbe radicalizzato cinque anni fa in seguito a un suo soggiorno in Algeria, secondo quanto riportato dal quotidiano Progrès. Alla moschea al Nour, a Rouanne, già cercava di reclutare giovani, evocando la questione del paradiso e del jihad. Poi, nel 2015, prima di diventare una star di Telegram nei milieu islamisti, crea un pagina Facebook sotto le pseudonimo di "Nicole Ambrosia", per attirare candidati al jihad tra i liceali della sua città d'origine e lanciare inviti al "risveglio" dei musulmani. "All'epoca, alcuni fratelli si erano mobilitati dopo aver percepito una deriva nei suoi discorsi. Lo hanno portato a dei seminari. Lui aveva detto di essersi pentito e di aver capito i suoi errori", racconta uno dei membri di un'associazione locale all'Express, prima di aggiungere: "Ma visibilmente, stava mentendo".

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