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Sanders vince in Oregon e Hillary (di poco) in Kentucky. Intanto Trump fa pace con Megyn Kelly

Il senatore del Vermont spera in una vittoria simbolica in California, mentre The Donald prende accordi con i leader repubblicani

18 Maggio 2016 alle 07:11

Sanders vince in Oregon e Hillary (di poco) in Kentucky. Intanto Trump fa pace con Megyn Kelly

Bernie Sanders ha vinto le primarie in Oregon, perdendo di poco quelle in Kentucky (LaPresse)

New York. La serata si è conclusa con Bernie Sanders che ferocemente promette a Hillary Clinton che combatterà “fino all’ultimo voto”, mentre un mansueto Donald Trump esce dal confronto televisivo con l’avversaria Megyn Kelly cinguettando: “E vissero tutti felici e contenti!”. Sembra una scena di Samuel Beckett, ma è un normale rovesciamento dei ruoli nella campagna elettorale più sghemba che si ricordi. Ieri Bernie ha vinto con distacco nell’Oregon giovane e ultraliberal, mentre in Kentucky Hillary ha superato lo sfidante con meno di duemila voti di distacco, cosa che assegna ai due lo stesso numero di delegati (27). Ma a questo punto la conta dei delegati si è trasformata da competizione politica in questione strumentale e pretesto: Bernie non può superare Hillary nei numeri prima della convention di Philadelphia, ma la pervicacia con cui dà battaglia ha convinto da tempo i suoi sostenitori più focosi che il sistema delle primarie è truccato in favore della frontrunner (sul messaggio è piombato pure Trump).

 

La carica incanalata si è vista negli incidenti del Nevada, dove un gruppo di bernisti nel fine settimana ha interrotto un incontro democratico rovesciando sedie e distribuendo minacce, ma soprattutto nel mondo in cui il senatore socialisteggiante ha gestito la vicenda. Invece di lenire e richiamare all’unità e all’ordine, Bernie ha reiterato anche ieri le colpe di un partito fatto a immagine e somiglianza di Hillary e si catapulta verso le primarie della California, dove spera di ottenere una vittoria simbolica “yuge” per arrivare a Philadelphia senza i numeri che servono per vincere ma con un popolo arrabbiatissimo alle spalle. Poi si vedrà. Intanto Hillary, che vorrebbe disperatamente virare in modo definitivo sulle elezioni generali, deve continuare a parare colpi da sinistra.

 

Sembra ieri – era ieri – che ci si preparava per la guerra civile alla convention repubblicana, per i fratricidi conservatori, per le fronde della destra sanguinante, mentre a sinistra si svolgeva il dibattito costruttivo fra due idee di sinistra. Oggi il fronte #NeverTrump è una forza isolata che fatica disperatamente a trovare un terzo candidato, i leader del Gop discutono civilmente e prendono accordi con The Donald, i finanziatori hanno il libretto degli assegni sguainato, Murdoch s’allinea zelante e Kelly conduce un’intervista in cui manca soltanto il calument della pace.

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