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Il teorema dei Pigs

Dal Portogallo alla Grecia. Cosa succede ai populisti che scoprono la realtà

5 Febbraio 2016 alle 06:21

Il teorema dei Pigs

Potremmo definirlo “il teorema dei Pigs”, dove l’acronimo riprende i cosiddetti malati d’Europa: Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna. Un teorema in quattro fasi, che ricalca perfettamente le vicende della cronaca dei vari paesi coinvolti. Prima fase, quella rappresentata dall’Irlanda, dove il premier conservatore Enda Kenny ha chiesto questa settimana elezioni anticipate per il 26 febbraio. Obiettivo: cogliere i frutti di una politica di rigore dura, ma che è riuscita a rilanciare l’economia. I sondaggi prevedono un rafforzamento del suo partito che salirebbe dal 27,3 al 30 per cento dei consensi. A spese però degli alleati laburisti, che precipiterebbero dal 19,4 al 7 per cento. Secondo, passando dal 6,9 al 21 per cento, sarebbe il Sinn Féin: antico braccio politico dell’Ira, che ora è diventato il Podemos-Syriza irlandese. Seconda fase, dunque: dopo che il partito che ha raddrizzato l’economia è stato punito, un partito stile Podemos-Syriza diventa determinante per fare il governo.

 

Come sta accadendo in Spagna, nei negoziati gestiti dal socialista Pedro Sánchez, costretto a chiedere l’appoggio del movimento populista di Pablo Iglesias a un esecutivo Psoe. Terza fase: i simil-Podemos forniscono un appoggio decisivo a un premier socialista, come è accaduto al portoghese António Costa, insediato grazie all’appoggio esterno dei comunisti e di quel Blocco di sinistra che è a sua volta diventato il Podemos lusitano. Oppure, addirittura, fanno il governo da soli, come il greco Alexis Tsipras. Ma a quel punto, quarta fase, l’austerity dovranno imparare a gestirla. Ieri infatti giungeva notizia dal Portogallo di nuove tasse su fumo, combustibili, auto e banche, per venire incontro alle richieste di risanamento del bilancio fatte da Bruxelles. “Abbiamo salvato le pensioni”, si consola Costa. Sempre ieri la Grecia era alle prese con uno sciopero generale contro la riforma delle pensioni fatta dal governo Tsipras: il terzo da quando lo scorso luglio il leader di Syriza ha accettato di prorogare l’austerità per evitare l’uscita dall’Eurozona, rinnegando le promesse che l’avevano portato al potere nel gennaio del 2015. E’ il teorema dei Pigs: gli anti austerity possono anche finire al governo, ma dall’austerità non si scappa.

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