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Ci sono troppi aspiranti leader nel Front national di Marine Le Pen

A poche settimane dalle elezioni locali in cui l'Fn è tra i favoriti uno degli ideologi frontisti abbandona il partito in polemica con Marine. La crescita delle seconde linee e quell'antipatia tra il vicepresidente Philippot e la nipotina Marion

10 Novembre 2015 alle 17:29

Ci sono troppi aspiranti leader nel Front national di Marine Le Pen

Marion-Maréchal Le Pen (foto LaPresse)

Nell'ultimo anno si è parlato molto in Francia della diaspora di molti deputati dei Républicains, che non si riconoscono più in quella destra che si auto definisce "neogollista" e decidono di sbarcare nel Front national di Marine Le Pen convinti dalla sua operazione di restyling e dalle sue battaglie in vista delle presidenziali del 2017. Gli ultimi passaggi di membri dell’ex Ump al Front national si sono concretizzati poco meno di due mesi fa, con l'annuncio di Franck Allisio, ex presidente dei giovani imprenditori dei Républicains, che ha annunciato l'approdo alla corte di Marine Le Pen seguito da una decina di consiglieri locali. Ieri sera, però, la leader del Front national ha dovuto a sua volta registrare un abbandono pesante: quello di Aymeric Chauprade, pezzo grosso del partito lepenista, che da tempo, nonostante il suo contributo alla professionalizzazione del Fn, era trattato da Marine come un elemento marginale, da tenere lontano dal dibattito mediatico.

 

Chauprade, che è stato a lungo il principale consigliere di Marine Le Pen per le questioni internazionali, prima di essere spedito a Bruxelles a fare il deputato europeo in quota frontista, ha annunciato la sua partenza in diretta televisiva, su iTélé, rendendo noto il suo disaccordo profondo con le attuali manovre politiche di Marine Le Pen. Nessuno pensava che i dissapori con la presidente del Fn potessero sfociare in un divorzio. Nemmeno Marion-Maréchal Le Pen, la nipotina e astro nascente del Front national, con la quale Chauprade era notoriamente in sintonia (si sono visti, secondo quanto riportato dal Figaro, anche durante lo scorso fine settimana), era stata avvertita. Tutto l'apparato frontista ha appreso la notizia della sua dipartita in diretta. Una dipartita sorpresa che sta facendo tremare molte certezze del Front national e giunge a tre settimane dalle elezioni regionali (elezioni dove il Front national è accreditato per vincere in tre regioni, nel Nord-Pas-de-Calais-Picardie con Marine Le Pen, in Provenza-Alpi-Costa Azzurra con la giovane Marion, e in Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorena con Florian Philippot).

 

Nell'esposizione delle sue ragioni, Chauprade, che è stato all'origine della svolta filo israeliana del Fn e della rimozione delle vecchie scorie antisemite non ha risparmiato dure critiche a Marine Le Pen, con la quale i rapporti erano tesissimi da mesi, accusandola di averlo "eliminato a partire da falsi pretesti come il video sull’islam”, una registrazione nella quale parla di scontro di civiltà con la religione islamica, prima di affondare: "Si tratta di un errore morale, è un problema cruciale, è una sfida di civiltà... approfittare di questo pretesto (del video sull'islam, ndr) per eliminare dei collaboratori che fanno ombra a Florian Philippot è grave".

 

E qui arriviamo al punto nodale. Ossia al ruolo sempre più ingombrante del vicepresidente Philippot, che per molti è il vero leader del partito. L'ascesa di Philippot, considerato come l'artefice della "dédiabolisation" nonché il capofila del Front parigino (l'ala gollista del partito, anche soprannominata "aile gauche"), sta infastidendo troppe persone dentro al Fn (la nipotina Marion, ma soprattutto il nonno e fondatore del Fn Jean-Marie) ed è alla base della decisione di Aymeric Chauprade, che non esita a denunciare la sua manovra di "marketing elettorale", la "sua politica sociale ed economica di sinistra adottata per meri fini elettorali".

 

"Il Front national è divenuto un luogo soffocante", ha detto Chauprade, aggiungendo che è per colpa di Philippot e del pensiero unico della "lobby gay" del Fn (di cui Philippot sarebbe il vertice) che Marine Le Pen ha rifiutato di partecipare qualche giorno fa a un dibattito organizzato dalla Manif pour tous. Chauprade, su posizioni liberali, ha attaccato il programma economico che Marine Le Pen, "infeudata a Philippot", vuole attuare se andrà al potere, il "vecchio modello obsoleto socialista e statalista delle Trente Glorieuses" che non riuscirà mai a "dare un un impulso alla ripresa". Al Figaro, colui che durante le elezioni europee del 2014 è stato forse la figura più importante del Front national, il volto e l'orchestratore di quello storico successo, ha rincaricato la dose: "Marine Le Pen si è fatta intrappolare da un ricatto di Philippot".

 

[**Video_box_2**]Ma dietro alla partenza rumorosa di Chauprade emerge anche l'esistenza di quelle due linee che già si erano scontrate lo scorso anno al congresso nazionale di Lione e che ora rischiano di funestare la cavalcata di Marine Le Pen in vista del 2017: la linea progressista-statalista di Philippot e dei "giovani gollisti", e quella cattolico-liberale di Marion-Maréchal Le Pen e della vecchia guardia. Il Canard Enchaîné, la scorsa settimana, in un pezzo al solito molto informato, ha spiegato bene perché "rien ne va plus" tra Philippot e la più giovane dei Le Pen. E cioè perché i due non si possono più vedere e in ogni riunione e assemblea di partito se ne dicono di tutti i colori. L'ultimo screzio è scaturito dal fatto che Marion avrebbe pranzato con il nonno Jean-Marie, sospeso dal partito, "senza l'autorizzazione dei vertici": uno scandalo per Philippot. Ma per quest'ultimo il vero problema è che la giovane Marion vola nei sondaggi d'opinione, è la più amata dall'elettorato frontista e ha il suo stesso obiettivo: diventare in un futuro non troppo lontano la numero uno del Fn.

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