Single a Pechino

Annalena Benini
La proposta di un economista cinese: una moglie, più mariti. Analisi romantica del poliamore. Entro il 2020, cioè fra pochi anni, in Cina ci saranno trenta milioni di uomini single. E ora la Cina abbandona la politica del figlio unico.

Entro il 2020, cioè fra pochi anni, in Cina ci saranno trenta milioni di uomini single. Rami nudi li chiamano là, guangun. Trenta-quarantenni senza compagne, non soltanto per incapacità sentimentale, per avversione alla vita insieme, ma per un motivo concreto: non ci sono abbastanza ragazze.

 

Dal 1979, dalla politica del figlio unico (abbandonata da pochissimo e non del tutto) in Cina le bambine erano piuttosto malviste. Trenta milioni di bambine mai nate, abortite, uccise, stanno facendo pesare la loro assenza. Non ci avete volute? Adesso allora restate da soli, morite da soli, niente figli a sostenervi da vecchi, che vita triste, affari vostri. Un economista cinese, Xie Zuoshi, scrive il New York Times, ha notato che questo è un “problema di reddito”: un uomo che guadagna molto denaro riuscirà comunque a trovare una ragazza e farci un figlio, perché pagherà un prezzo più alto. Un uomo povero resterà solo, derelitto, diventerà più povero ancora. Ed ecco la soluzione (accolta con grande scandalo, interesse, e indignazione morale): una moglie, molti mariti. Una donna, due o più uomini. Dov’è tua moglie?, hanno chiesto al professore, che ha ricevuto molte telefonate di insulti nell’università in cui insegna.

 

Questi single forzati dovranno lavarsi i piatti da soli e comprare le monoporzioni al supermercato, avranno tovaglie orribili su orribili tavoli, nessuno che li convinca a cambiarsi la camicia, quindi adesso noi dovremmo commuoverci e convincere le donne scampate all’eliminazione programmata ad accollarsene non uno ma due. Per motivi economici, sociali, assistenziali. Ragazze, siete molto fortunate a essere sopravvissute, siete diventate grandi e forti, adesso il mondo cambia e avrete nuovamente il permesso di fare delle figlie, ma poiché siete troppo poche, che ne direste di considerare il poliamore? O almeno il plurimarito.

 

[**Video_box_2**]In fondo, l’uomo perfetto non si trova mai in un solo uomo, e questa è un’ottima opportunità per i momenti di crisi: uno è depresso, schiaccia il dentifricio al centro, l’altro carica la lavastoviglie perfettamente e ha perfino voglia di andare al cinema. Uno è appassionato di calcio, l’altro adora fare la spesa. Uno è romantico, l’altro è brutale quando serve. Uno ha un bel sedere, l’altro sa aggiustare qualunque cosa. Considerato poi che, se i calcoli sono esatti, non esistono molte altre ragazze con cui spassarsela, si potrà instaurare una piccola e serena dittatura delle mogli senza timore di ribellioni. E se i due mariti si riveleranno troppo noiosi, troppo poco servizievoli, o anche tirchi e ubriaconi, tra quei trenta milioni di scapoli se ne sceglieranno altri due, ma solo in prova, con la raccomandazione di non illudersi, perché in epoca di flessibilità bisogna rinunciare a certe garanzie. Per motivi economici, sociali, assistenziali e non molto romantici, si potrebbe assistere al riscatto (vendetta?) delle donne cinesi: un uomo dei sogni, fatto di tanti uomini diversi, sempre al meglio perché, come in un reality show, sempre a rischio eliminazione.

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  • Annalena Benini
  • Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. Dirige Review, la rivista mensile del Foglio. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.