Macron, ministro uberizzatore

Parigi approva le liberalizzazioni (con la forza). Un discorso illuminante

10 Luglio 2015 alle 06:18

Macron, ministro uberizzatore

Il ministro dell'Economia francese, Emmanuel Macron (foto LaPresse)

Al 10, rue de Solférino a Parigi, sede del Partito socialista francese, il termine “uberizzazione” fa venire il voltastomaco solo a sentirlo, il presidente Hollande e l’ex ministro statalista dell’Economia Montebourg fanno a gara a chi attacca più duramente la rivoluzione propiziata da Uber et similia, mentre per l’ala giacobina del partito uberizzazione è una parolaccia, simbolo di tutto ciò che la gauche francese ha sempre rifiutato: flessibilità, concorrenza, libero mercato. Poi c’è Emmanuel Macron, che la tessera del Ps non ce l’ha, ma che da quando è stato chiamato ad assumere il ruolo di ministro dell’Economia nel governo Valls ha dato una passata di liberalismo e modernità a una sinistra aggrappata ai vecchi totem ideologici. A partire dall’“uberizzazione” e dall’“autoimprenditoria”, appunto, non due parolacce per l’inquilino di Bercy, ma due “vie alternative” alla “rigidità del Cdi” (contratto a tempo indeterminato, ndr), come ha detto domenica scorsa ai Rencontres Économiques di Aix-en-Provence, forum annuale che riunisce imprenditori, accademici ed economisti per discutere attorno alla situazione economica francese. “Funzioniamo ancora con il vecchio dispositivo”, ha detto Macron, “bisogna dunque interrogarci su come andare più lontano” rispetto a fenomeni come Uber e la rivoluzione digitale. E ancora: “La nostra difficoltà è determinata dal fatto che abbiamo gli strumenti della vecchia società e della vecchia politica – che significa essenzialmente fare leggi e trovare accordi che richiedono molto tempo – per regolare uno spazio economico-sociale che va sempre più veloce”.

 

A dicembre, Macron si era spinto ancora più in là, dicendo di essere apertamente contro l’interdizione di Uber in Francia e anzi più che favorevole a un rapido sviluppo della società californiana sul suolo francese. E mentre tra Hollande e compagni è tutto un berciare contro Uber e la sua “concorrenza sleale”, Macron rilancia la grande legge liberalizzatrice (300 articoli) che porta il suo nome, che per la prima volta in Francia introduce flessibilità nel mercato del lavoro e apre numerosi settori alla concorrenza. La legge sarà adottata oggi, dopo che ieri il premier Valls ha usato per la terza volta l’articolo 49.3 della Costituzione per imporre la fiducia, evitare la guerriglia parlamentare e superare l’opposizione della solita “aile gauche”.

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