Il volto nuovo del clan Clinton

L’ascesa di Robby Mook, giovane stratega dotato di antica ruvidezza.

10 Aprile 2015 alle 20:17

Il volto nuovo del clan Clinton

Robby Mook

New York. Robby Mook è sopravvissuto agli attacchi degli avversari e a quelli molto più crudeli degli amici, quindi è pronto per diventare il manager della campagna elettorale di Hillary. Sembrava che si fosse bruciato per sempre quando sono sbucate sue email in cui suggeriva ai compagni di clan cose tipo abbattere i repubblicani “in stile mafia” e si autoproclamava “diacono” di quella congrega di operativi clintoniani. A qualcuno evidentemente il diacono non piaceva e ha inoltrato una selezione dei messaggi  più compromettenti ai giornali, un altro saggio del bel clima sereno che regna nella tribù dei Clinton nello snodo preelettorale.

 

L’obiettivo, chiaro sebbene non dichiarato, era far saltare Mook dalla lista dei candidati per la guida della campagna. Qualche mese dopo l’episodio, Hillary lo ha promosso a consigliere personale, segno che la fronda che lo voleva morto aveva perso la battaglia. Il clan Clinton premia i combattenti più ruvidi e Mook è un maestro di ruvidezze di ultima generazione: 35 anni – poco più della metà di nonna Hillary –  faccia pulita e sorriso scintillante da attore di vecchie sit-com, è un fedele di Hillary ma non un clintoniano d’allevamento, cosa che gli permette di muoversi con una certa disinvoltura fra la linea degli antichi consiglieri di area Bill e quella delle giovani promesse della chioccia Hillary. L’operazione di lifting elettorale che Clinton sta tentando, a partire dall’affitto della sede a Brooklyn (certo, scegliere il quartiere più snob del distretto, popolato più da trader di Wall Street che da hipster, non è stato un grande inizio), ha bisogno di una faccia come quella di Mook, uomo abbastanza navigato per tenere le redini di un palazzo che vive di congiure e segreti e allo stesso tempo abbastanza giovane per non avere le mani legate dai lacci del passato.

 

[**Video_box_2**]Mook ha lavorato con Hillary nella campagna del 2008. Prima ha fatto campagna per Martin O’Malley – altro possibile candidato democratico: un peso piuma, dicono, ma non lo era anche Obama? – e dopo la disfatta clintoniana è passato da un’iniziativa elettorale democratica all’altra, fino ad arrivare alla direzione della grande vittoria del vecchio amico clintoniano Terry McAuliffe al posto di governatore in Virginia. Quattro anni prima era stato massacrato malamente alle primarie. E’ osservandolo in azione in Virginia che Hillary s’è convinta. Quando domani Hillary annuncerà la corsa alla Casa Bianca, Mook dovrebbe ottenere ufficialmente il posto. A meno di congiure dell’ultimo minuto.

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