Editoriali
Oltre il processo a Lovaglio. Le sfide di Mps per convincere il mercato sulla partita centrale del risiko bancario
Al successore dell'ad che ha guidato la scalata a Mediobanca toccherà misurarsi con un costoso delisting e con una complessa fusione
A prescindere da quali saranno i nomi scelti per guidare in futuro il gruppo Mps (gli ultimi rumors che circolava prima della fine del cda e della chiusura di questo giornale davano in vantaggio Nicola Maione confermato presidente e Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi come candidati ad) le questioni aperte sul tavolo sono due: la fusione con Mediobanca e la gestione della partecipazione in Generali.
L’attuale ad, Luigi Lovaglio, rimasto escluso, paga il prezzo dell’indagine della procura milanese sulla scalata a Piazzetta Cuccia, che è stata da lui guidata, e il fatto che il piano industriale presentato la scorsa settimana è stato bocciato dal mercato. Secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo, la notizia dell’esclusione di Lovaglio è da considerarsi “negativa” in relazione ai rischi di esecuzione del piano stesso e rispetto al fatto che tale strategia possa essere implementata da un ceo diverso da quello che l’ha ideata (anche se alternative valide a Lovaglio in ogni caso ci sono). Un giudizio tecnico rispetto a una valutazione di carattere più generale che il consiglio di Montepaschi sta facendo per arrivare a una sintesi della governance del Monte da sottoporre all’assemblea dei soci di metà aprile. Chiunque sarà il futuro ad di Siena sarà chiamato a misurarsi con il costoso delisting di Mediobanca (costo stimato 2,5 miliardi di euro) e con una complessa fusione che, tra l’altro, comporterà anche una diluizione dei grandi soci nel capitale del Monte, Mef compreso, e un allargamento della compagine azionaria. Sarà un processo delicato che avverrà sotto l’occhio vigile della Bce, la quale non mancherà di seguire anche gli sviluppi legati alla partecipazione in Generali che, in base al piano Lovaglio, è rimasta in capo a Mediobanca. Non perché la Vigilanza europea intervenga nel merito di certe scelte ma perché si accerterà che di queste si assuma la responsabilità chi di Mediobanca oggi ha il pieno controllo, vale a dire Mps. Buon lavoro al nuovo ad di Siena, chiunque sarà.