Roberto Saviano (Ansa)
editoriali
Il metodo Saviano: le insinuazioni dello scrittore su Marotta e un modo di pensare malato
Le accuse dello scrittore al presidente dell'Inter rivelano un modo di fare che ricorda quello mostrato da Nicola Gratteri, parlando di chi vota sì al referendum. Accuse senza prove e con l’arroganza di autocollocarsi dalla parte del bene
Beppe Marotta, presidente dell’Inter, uomo di sport e manager d’esperienza, questa mattina a margine dell’assemblea di Lega Serie A ha parlato con la stampa e gli è toccato commentare alcune frasi, dal tono diffamatorio, postate da Roberto Saviano su Instagram. Con lo stile pacato che gli è noto, Marotta ha detto: “Non so neanche chi sia, non so che ruolo abbia, non voglio neanche dargli importanza. E’ tutto in mano ai nostri avvocati, sicuramente”.
Conoscendo l’equilibrio e la pratica di mondo di Marotta, abituato a ben altre difficoltà, possiamo immaginare che gli avvocati dell’Inter si fermeranno prima di formalizzare la querela. Ma il punto davvero grave non è fatto di carte bollate. La gravità, che diremmo inaudita se non si trattasse di Saviano, sta nelle parole che lo scrittore agit-prop (un tantino in disarmo) ha usato. Sul post, sopra la fotografia di Marotta, c’era questa frase: “Finché quest’uomo avrà un ruolo nel calcio italiano, tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati”. Il grande vecchio di Gomorra, o il facente funzioni di Epstein.
A supporto di questa pesante accusa, niente, ed è lo stile tipico dello scrittore. “Campionato falsato”, “sudditanza nei confronti degli esponenti della Curva nord” (che in verità sono da tempo sotto torchio da parte della magistratura). Ogni vittoria “sarà accompagnata da un’ombra”. Può permettersi una persona intellettualmente onesta, o almeno dotata del ben dell’intelletto, di formulare accuse così gravi sul nulla? Per Saviano e Marotta ci possiamo fermare qui. Ma c’è un altro aspetto, di carattere più generale, che quello sciagurato post solleva.
Ed è che il “metodo Saviano” è simile al “metodo Gratteri”, il procuratore che dice che al referendum voteranno Sì “gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata”. Ovviamente senza prove, e con l’arroganza di autocollocarsi dalla parte del bene non contro avversari politici, ma contro presunti criminali. Il metodo Gratteri fa così impressione (eufemismo) da essere tracimato nelle esternazioni da tifoso di Saviano. O forse è viceversa.